Gabriele Antonucci

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Addio a Walter Becker, chitarrista e co-fondatore degli Steely Dan insieme a Donald Fagen. Il musicista aveva 67 anni ed era malato da tempo: ne ha dato l'annuncio il suo sito ufficiale, postando due foto affiancate, e la scritta "feb. 20 1950 — sept. 03 2017", ovvero la sua data di nascita e della scomparsa.

Gli Steely Dan si sono messi in luce, a partire dal successo del singolo Do it again del 1972, per una raffinata e originale commistione di pop, soul, funk, jazz e blues, distinguendosi da tutti i gruppi coevi e aprendo la strada al cosiddetto "blue eyed soul".

Il loro capolavoro è universalmente considerato Aja del 1977, trascinato dai singoli Peg, Aja, Deacon blues e Josie, un disco impreziosito da fuoriclasse del jazz e della fusion come Wayne Shorter, Steve Gadd, Larry Carlton e Lee Ritenour.

La band si scioglie dopo Gaucho del 1980 e due anni dopo Fagen pubblica il suo capolavoro solista The nightfly, un disco che non può mancare nella collezione di un amante della buona musica.

Gli Steely Dan si riuniscono nel 1998 per pubblicare altri due album, Two against nature del 2000 ed Everything must go del 2003, calcando di nuovo i palchi di tutto il mondo, anche se negli ultimi mesi Becker non si esibiva più con la band per i suoi gravi problemi di salute.

Il ricordo più commovente del chitarrista/compositore, e non poteva essere altrimenti, è stato quello di Donald Fagen: "Walter Becker era il mio amico, il mio autore partner e il mio compagno di band da quando ci siamo conosciuti come studenti al Bard College nel 1967. Abbiamo iniziato a scrivere piccole melodie su un pianoforte in un salotto nella hall di Ward Manor, un dormitorio universitario vicino al fiume Hudson.

Ci piacevano le stesse cose: il jazz (dagli anni venti fino alla metà degli anni sessanta), WC Fields, i Marx Brothers, la fantascienza, Nabokov, Kurt Vonnegut, Thomas Berger, Robert Altman e il blues di Chicago.

Walter aveva avuto un'infanzia molto travagliata - vi risparmierò i dettagli. Fortunatamente era intelligente, un ottimo chitarrista e un grande cantautore; era cinico sulla natura umana, inclusa la sua. Ed era divertente.

Come molti bambini provenienti da famiglie disfunzionali, aveva una capacità creativa incredibile, la capacità di leggere la psicologia nascosta della gent e e la capacità di trasformare tutto in un'arte viva e incisiva. Era solito scrivere lettere (non destinate a essere inviate) usando la voce di mia moglie Libby: tutti e tre assieme ridevamo da morire.

Alla fine degli anni Settanta le sue cattive abitudini ebbero la meglio e ci perdemmo di vista per un po'. Negli anni Ottanta, quando stavo mettendo assieme la NY Rock e Soul Review con Libby, ci siamo ritrovati di nuovo, abbiamo rivitalizzato gli Steely Dan e sviluppato un'altra band terrificante.

Con gli Steely Dan ho intenzione di mantenere viva finché posso la musica che abbiamo creato assieme".

A conferma dell'intatta modernità e freschezza della loro musica, amatissima anche dai rapper, basti pensare che Kid Charlemagne è stato campionato da Kanye West in Champion, Peg dai De La Soul in Eye know, Black Cow da Lord Tariq & Peter Gunz in Deja Vu (Uptown Anthem) e The Fez da Ice Cube in We don't want no 8-ball.

Vediamo insieme, ma soprattutto ascoltiamo, le 10 canzoni indimenticabili degli Steely Dan, in ordine cronologico, consapevoli che sono solo una piccola parte dei loro numerosi gioielli sonori.

1) Do it again (Can’t buy a thrill, 1972)

2) Reelin' in the years (Can’t buy a thrill, 1972)

3) Any Major Dude Will Tell You (Pretzel Logic, 1974)

4) Rikki don't lose that number (Pretzel Logic, 1974)

5) Aja (Aja, 1977)

6) Peg (Aja, 1977)

7) Deacon blues (Aja, 1977)

8) Josie (Aja, 1977)

9) FM(No Static At All) (FM Ost, 1978)

10) Hey nineteen (Gaucho, 1980)

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