Musica

Squares, la prima band di Joe Satriani: esce il disco cult degli anni 80

Gli esordi del grande chitarrista in un power trio tra punk, new wave e pop

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Michela Vecchia

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Ha tutto il sapore dei primissimi anni Ottanta questa nuova uscita di Joe Satriani. Certo, perché non si tratta di una nuova uscita, ma di demo risalenti a quel periodo: Squares feat. Joe Satriani.

Squares è stata la prima band in cui ha militato il chitarrista italo americano. Alla batteria Jeff Campitelli, al basso Andy Milton, e alla chitarra (ovviamente) Joe Satriani. La voce è quella di Andy Milton, mentre i cori sono di Satriani che, saltuariamente, negli anni successivi, si è cimentato nel canto, in cui con la massima obiettività si può affermare che non ha mai raggiunto i livelli delle sue performance chitarristiche.

Il risultato di questo lavoro è una serie di undici tracce fresche, gioiose, un po’ punk, un po’ new wave, come se si fossero fusi i Beach Boys con i Sex Pistols, ma con ottime doti tecniche (di cui erano dotati i Beach Boys, ma non certo i Sex Pistols…) Ascoltare questi demo a posteriori, decontestualizzati, è davvero difficile, soprattutto perché non si riesce, conoscendo tutta la discografia successiva di Satriani, a enuclearli da un percorso lunghissimo che dai tempi di Surfin’ With The Alien ha preso una strada precisa.

È come se in quegli anni il nostro axeman fosse alla ricerca di una sua identità sperimentando con gli strumenti che aveva a disposizione allora, ovvero la pop music. Certo, analizzando gli inizi è chiaro da dove nasce il suo amore per le melodie: il tratto distintivo di tutta la sua discografia successiva, che lo contraddistingue da altri grandi chitarristi virtuosi è proprio la melodia. Satriani riesce a essere virtuoso, ma melodico al tempo stesso senza quasi mai perdersi in inutili tecnicismi ridondanti.

Give It Up è un motivo allegro con riff semplici e cori, ritmato e simpatico. B-Side Girl ci rimanda quasi agli anni Sessanta, sembra davvero di scivolare sulle onde dell’oceano della California, con dolcezza. I Need A Lot of Love è molto simile nella struttura a Give It Up, mentre Can’t Take It Anymore ricorda lontanamente i Toto, soprattutto nel refrain.

Tonight è un pezzo veloce e sempre permeato dal sole della California. È interessante vedere come Joe Satriani nella sua lunghissima carriera abbia avuto momenti eclettici e così diversi dall’immagine a cui ci ha abituato, un po’ taciturno, ultra tecnico. Basti ricordare l’esperimento Chickenfoot (Sammy Hagar e il bassista Michael Anthony dei Van Halen e il batterista Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers), nel quale Satriani si divertiva con un genere molto diverso dal suo. E questi demo di inizio carriera non fanno altro che testimoniare quanto sia variegata la sua carriera e perché no, anche la sua personalità.

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