Spandau Ballet: "Oggi suoniamo meglio che negli anni Ottanta"

Intervista a Tony Hadley, che il 14 luglio guiderà la band inglese nel concerto alla Cavea dell'Auditorium di Roma

Spandau Ballet

Spandau Ballet – Credits: Ufficio stampa Venti e Dieci

Gabriele Antonucci

-

Trent’anni fa, intorno ai Duran Duran e agli Spandau Ballet, si scatenarono fenomeni d’isteria collettiva che non si vedevano, in modo così virulento, dall’epoca dei Beatles e dei Rolling Stones. Il tempo ha dimostrato che, oltre alla forma, c’era anche sostanza nella loro musica. Pur classificati in modo semplicistico come boy band, etichetta che fu affibbiata anche ai Beatles, gli Spandau Ballet sono un gruppo che non è stato assemblato a tavolino per avere successo, ma che ha conosciuto un lungo periodo di gavetta, tanti concerti in piccoli club, numerosi cambi di nome, la ricerca di una identità musicale fino all’exploit, nel 1983, dell’album True, trascinato dall’omonimo singolo. A sei anni di distanza dalla loro clamorosa reunion, avvenuta nel 2009 dopo le ben note schermaglie legali per i diritti d'autore, gli Spands, come vengono chiamati dai loro fan, interpreteranno martedì 14 luglio alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma le canzoni che hanno segnato un’epoca, oltra ai tre inediti pubblicati nella recente raccolta The Story: The Very Best of Spandau Ballet. Un'occasione imperdibile per vedere dal vivo Tony Hadley, John Keeble, Steve Norman e i fratelli Gary e Martin Kemp, di nuovo affiatati e in grande forma.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il frontman Tony Hadley, una delle più belle voci degli anni Ottanta, che ci ha raccontato i progetti collettivi e solisti dei componenti della band.

Come mai avete aspettato fino al 2014 per girare Soulboys Of The Western World, il primo docufilm sugli Spandau Ballet?

"La band è insieme ormai da 35 anni e ora c'è una lunga storia emozionale e musicale da raccontare, abbiamo sentito che era il momento giusto".

Del film mi ha colpito l'omaggio a Steve Strange dei Visage e alla fervente scena londinese post-punk. Ci sono tantissimi documentari sulla Londra degli anni Sessanta e sulla nascita del punk, mentre Soulboys Of The Western World è uno dei pochi che si occupa di quel periodo. Che ne pensi?

"L'ho detto in tante interviste che il nostro film è interessante anche se non sei un fan degli Spandau Ballet, perchè mostra la storia e l'atmosfera che si respirava negli anni Ottanta".

E' previsto un nuovo album di inediti degli Spandau Ballet? So che avete lavorato nei mesi scorsi con il grande produttore Trevorn Horn, sarà lui a occuparsi del vostro sound?

"Abbiamo registrato tre nuove canzoni con Trevorn, che poi abbiamo inserito nell'ultima raccolta The Story: The Very Best of Spandau Ballet. Lui è un grande produttore e una persona piacevole con cui lavorare. Sarebbe bello tornare di nuovo in studio di registrazione con lui, ma per il momento non c'è nulla di programmato".

Nel creare nuova musica, vi lasciate ispirare anche da ciò che ascolate oggi in radio?

"Cerco di tenermi il più possibile aggiornato sui nuovi artisti. Ultimamente mi piacciono molto John Newman e Of Monsters and Men".

Quale pensi sia l'aspetto più sottovalutato degli Spandau Ballet?

"Mi ha sempre dato fastidio che molti giornalisti credevano che noi fossimo più attenti agli abiti e alla moda che alla musica, invece siamo un'ottima live band con bravi musicisti".

Qual è la molla, al di là degli aspetti economici, che vi ha spinto alla reunion nel 2009?

"Non è stato facile ma, come ha detto John Keeble(il batterista degli Spandau n.d.r.), sia noi che i nostri fan volevamo un finale migliore. Siamo molto contenti di suonare di nuovo insieme e, a giudicare dagli spettatori che vengono a vederci, lo sono anche i nostri supporter".

Quando non siete in tour, vi capita mai di uscire tutti insieme per una birra?

"A volte sì, anche perchè a qualcuno di noi piace di più l'alcool rispetto agli altri, ah ah ah ah ah".

Si può dire che oggi siete al meglio delle vostre possibilità?

"Assolutamente sì, ora c'è un salutare rispetto di ciascuno nei confronti degli altri e,come ti ho detto prima, adesso suoniamo meglio che mai".

Gli ultimi dodici mesi hanno segnato una grande annata per voi, con il film, le nuove canzoni e un tour fortunatissimo. Che cosa dobbiamo aspettarci nel prossimi mesi?

"Finiremo il tour alla fine di settembre e dopo abbiamo tutti i nostri progetti solisti da completare. Personalmente pubblicherò alla fine dell'anno il mio primo disco di canzoni natalizie e poi un album di inediti nel corso del 2016. Non vedo l'ora di farveli ascoltare".

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Spandau Ballet: le 10 canzoni più belle

Stasera a Roma la seconda tappa del tour italiano della band guidata da Tony Hadley

Duran Duran: la scaletta di "Paper Gods"

L’album uscirà in America il 18 Settembre e una settimana prima nel resto del mondo su etichetta Warner Bros

Commenti