Spandau Ballet: arriva un nuovo album di inediti

La band inglese sta registrando con il mago dei suoni, Trevor Horn

Gli Spandau Ballet – Credits: Getty Images

Gabriele Antonucci

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I luoghi comuni sono sempre i più affollati e uno dei luoghi comuni più errati della critica musicale è che gli anni Ottanta siano completamente da buttare. Forse ci si dimentica che in quel periodo si sono affermate band come  U2, The Cure, The Smiths, R.E.M e Talking Heads o che hanno raggiunto il loro apice stelle della musica black quali Michael Jackson e Prince. Anche le cosiddette boy band di quegli anni, come i Duran Duran e gli Spandau Ballet, sono state in grado di scrivere canzoni indimenticabili, pensiamo ad esempio a Save a prayer e a Through the barricades, che oggi farebbero la fortuna dei loro imberbi successori.  

Segno che, oltre alla forma, c’era anche tanta sostanza.. Intorno ai Duran Duran e agli Spandau Ballet si scatenarono trent’anni fa fenomeni d’isteria collettiva che non si vedevano, in modo così virulento, dai tempi dei Beatles e dei Rolling Stones. Non c’era una ragazzina che non avesse in camera un poster che raffigurasse uno dei componenti delle due band, sempre curatissimi, truccati ad arte e vestiti con abiti all’ultimo grido che però, visti oggi, risultano francamente grotteschi. La loro musica è, invece, ancora attuale, dato il successo ottenuto dalle loro fortunatissime reunion. Giunge ora una buona notizia per i fan degli Spandau Ballet, che stanno lavorando, tutti insieme appassionatamente, a un nuovo album di inediti, venticinque anni dopo Heart like a sky del 1989. In occasione della reunion degli Spands, come sono chiamati in Inghilterra, la band ha pubblicato 2009 Once More, una raccolta di successi riarrangiati in chiave acustica, oltre a due nuove canzoni, la title track e Love is all. Ora è arrivato il momento di scrivere e di registrare canzoni nuove, senza rinunciare a un tocco vintage per accontentare il loro pubblico, formato oggi in prevalenza da trentenni e quarantenni.  

Così è stato chiamato il mago dei suoni Trevor Horn, un monumento della musica di quegli anni, che ha prodotto gli album di Simple Minds, Frankie Goes To Hollywood , Pet Shop Boys, Propaganda, Genesis, Paul McCartney e Mike Oldfield.Horn ha lavorato con  gli Spandau soltanto nel 1984, in occasione del singolo benefico della  Band Aid, Do They Know It’s Christmas? , la risposta inglese a U.S.A for Africa.

I cinque componenti, superati  gli screzi legali (il chitarrista e songwriter Gary Kemp fu accusato da Tony Hadley, John Keeble e Steve Norman di non aver distribuito adeguatamente i profitti dell’ultimo album pubblicato), si sono messi alacremente al lavoro, come rivelano le numerose foto postate su Twitter. Abbiamo visto recentemente in concerto il frontman Tony Hadley e ci ha colpito favorevolmente per l’intatta estensione vocale, per la contagiosa energia e per la ritrovata presenza scenica, adesso che ha perso qualche chilo di troppo.

La sua resta una delle voci più belle degli anni Ottanta e quindi, con una buon lavoro di scrittura  e di produzione, il disco avrà tutti gli ingredienti per ottenere una calorosa accoglienza da parte del pubblico. Non si sa ancora nulla sui tempi di pubblicazione dell’album, né sul nome,  mentre è prevista per ottobre l’uscita sul grande schermo del primo documentario sulla carriera degli Spandau Ballet, intitolato Soul Boys Of The Western World. Un traino che lascia presagire la pubblicazione in contemporanea dell’album o, al massimo, nel periodo natalizio, quando i cd sono sempre un regalo gradito da scartare sotto l’albero. Raf, in una delle sue canzoni più ispirate, si chiedeva “cosa resterà degli anni Ottanta”. Certamente la musica degli Spandau Ballet.

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