Sinead O'Connor si trasforma: nuovo disco e nuovo look

Le intriganti atmosfere pop rock di I'm not bossy, I'm the Boss

La copertina di "I'm not bossy, I'm the boss" – Credits: Ufficio Stampa

Gabriele Antonucci

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Guardando distrattamente in un mediastore la copertina di I'm not bossy, I'm the boss si potrebbe pensare al nuovo album di Katy Perry, Lady Gaga o di Ariana Grande, tre artiste che hanno sempre puntato forte sul look. Invece la sensuale cantante vestita di pelle nera che abbraccia voluttuosamente una chitarra è Sinead O'Connor, quarantasette primavere, lanciata nel 1990 del successo mondiale di Nothing compares 2 U, scritta da un ispiratissimo Prince. 

Come non ricordare il video della canzone, perfetto nella sua semplicità, con il bellissimo volto della cantante irlandese in primo piano? Il capelli rasati e il look androgino l’hanno trasformata in una delle icone femminili più riconoscibili e imitate di quel periodo. 

A un passo da diventare una star come Madonna e Whitney Houston, i fantasmi del passato, causati da un’infanzia trascorsa tra violenze domestiche e riformatorio, sono tornati a bussare alla sua porta e a dissipare il tesoro di successi e visibilità che Sinead aveva accumulato fino ad allora. La sciagurata idea di  stracciare in diretta una foto di Papa Giovanni Paolo II durante una puntata del Saturday Night Live, un gesto più stupido che ribelle, le ha causato lo sdegno e l’antipatia di milioni di persone, oltre che dei media, che l’hanno messa all’indice. 

Sono seguiti anni difficili, album poco convincenti, un tentativo di suicidio, quattro figli avuti da uomini diversi, dichiarazioni shock e nel 2000 la decisione di farsi suora per una chiesa non riconosciuta dal Vaticano. 

Nell’ultimo periodo la cantante sembra aver fatto pace con se stessa e con il mondo, come rivela il confortante ritorno alle sonorità pop-rock del suo periodo migliore nell’album How about I be me (And you be you)? del 2012. 

Nel 2013 la cantante irlandese ha avuto un acceso scontro mediatico con Miley Cyrus per le sue continue provocazioni, che nulla hanno a che fare con la musica. “Tutto ciò che stanno facendo le nuove artiste è farsi guardare il seno –ha dichiarato la O’Connor- E hanno anche un pubblico fatto da bambini che, crescendo, penseranno che l'unico valore è quello della bellezza estetica e che conterà solo quanto piaceranno ai ragazzi. Credo che questo sia ancora una volta frutto di tanti manager uomini che vogliono tenere sotto controllo il mondo della musica, lasciando alle donne una funzione marginale”. 

Curioso come, proprio lei che si scagliava giustamente contro la mercificazione del corpo femminile, si presenti ora con un look mai così curato e sexy, sia nella copertina dell’album I'm not bossy, I'm the boss (in italiano Non sono autoritaria, sono il capo) che nel video del singolo di lancio Take me to church, dove indossa una vistosa parrucca rossa, minigonna e tacchi alti.

A metà del video, però, Sinead si toglie la parrucca e si mostra con i capelli cortissimi, gli stessi che aveva ai tempi di Nothing compares 2 U, solo che ora sono un po’imbiancati. L’ennesimo modo per spiazzare il pubblico, mentre la canzone è un godibile pop-rock che ha tutti gli ingredienti per piacere anche al pubblico radiofonico. Con Sinead O’Connor non ci si annoia mai.

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