Sileo: "Vi presento la mia Valentina"

Il cantautore di Potenza ha lanciato il suo primo singolo. L'ironia e la freschezza del brano che ha convinto Mogol - L'intervista

Sileo

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Giovanni Ferrari

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Giuseppe Sileo (in arte solo "Sileo") ha ventisette anni e le idee chiare: vuole continuare a fare ciò che gli piace sul serio, ossia cantare. Grazie alle borse di studio della Regione Basilicata, dopo molte esperienze a livello locale, partecipa a tre corsi del CET (Centro Europeo Toscolano), diretto dal Maestro Giulio Rapetti Mogol. Dal 10 luglio è su iTunes (e su tutti i digital stores) il suo primo singolo, Valentina. Un brano che fa dell'ironia un'arma. Ne abbiamo parlato con lui...


Innanzitutto, come è nata la tua passione per la musica?
Ho iniziato a studiare pianoforte a 7/8 anni per volontà dei miei genitori. Poi, quando sono cresciuto, ho scoperto la chitarra e me ne sono innamorato subito. Ho iniziato a scrivere perché mi trovavo al mare e un ragazzo mi ha fatto sentire una sua canzone: in quel momento ho capito che avrei potuto scrivere anch’io. E infatti a 13 anni ho scritto la mia prima canzone. Pochi anni dopo, i miei primi piccoli concerti, con canzoni inedite e cover. A dirla tutta, ho fatto parte di tantissime formazioni, di generi completamente differenti (dal rock alla musica popolare). Poi, pian piano sono cresciuto a sono arrivato al CET.

Quale valore aggiunto ti ha dato il CET (Centro Europeo Toscolano)?
Ho frequentato tre corsi del CET. A 19 anni (nel 2007), poi nel 2010 e infine quest’anno. L’esperienza al CET mi ha quindi accompagnato in tutti questi anni. Da quando avevo 19 anni ad oggi sono cambiate tante cose: mi sono sposato e sono diventato padre di due bambini. Come scuola è stata un’esperienza di vita straordinaria, sia dal punto di vista prettamente artistico che umano. Ho avuto modo di approfondire il rapporto con i docenti e con gli altri ragazzi. Quello che mi rimane di più è una grande consapevolezza di quello che si fa. Ecco, suonare con consapevolezza. Sapere di fare qualcosa di bello e di valido. Ho anche capito l’importanza di avere un forte senso critico di ciò che si sta facendo. Poi, diciamolo, al CET si vive un’atmosfera bellissima. Si fa musica in mezzo al verde e a fine lezione si gioca a pallone insieme: è straordinario.

Cosa hai imparato di più da Mogol?
Quello che mi resta di questi tre corsi è sapere che la musica fa parte della nostra vita, della mia vita. Ho capito che non bisogna andare sulla Luna per poter dire “Ti amo” ad una persona: basta dirlo con parole concrete. Il Maestro Mogol ce lo ha sempre detto: “Scrivete una canzone come se steste parlando al telefono con qualcuno”. La canzone è questo. Poi ho percepito l’importanza di trasportare la vita quotidiana in musica.

E del tuo primo singolo, Valentina, cosa puoi dirci?
Io sono un ragazzo che vede il mondo sempre a colori. Sono un ottimista di natura. Mi sono sposato a 24 anni quando tutti intorno a me mi dicevano di non farlo per via della crisi. Io affronto la vita con molta leggerezza (che non è irresponsabilità). Questo lo porto nella mia musica: mi è sempre piaciuto raccontare delle storie. È chiaro che non avrei mai fatto una canzone di denuncia non divertente o non ironica. Voglio far sorridere la gente che ascolta le mie canzoni.

Però mi sembra ci sia un velo di critica alla società di oggi nel brano…
Sì, dici bene. È una critica velata, grazie a questo ritmo molto fresco e al linguaggio molto semplice. Però c’è una critica, sì. Ho scritto Valentina mentre facevo zapping e mi capitò di vedere “Veline”. In quel momento nacque il ritornello. La seconda strofa, poi, l’ho scritta guardando alcuni programmi tv, che sostanzialmente propongono il mito dell’apparenza, del successo e della popolarità esibita.

Per quanto riguarda progetti futuri, cosa hai in mente? Ti piacerebbe proporre qualcosa di tuo in qualche concorso o talent?
In realtà adesso mi sono concentrato molto su Valentina. Le mie energie sono molto incentrate su questo brano. Dopo l’estate vedremo. Io come tanti ragazzi non nascondo di aver provato ad entrare in un talent. È chiaro: quando uno sta bene facendo musica, spera che diventi una professione. La mia vita è stata questa e mi ha portato a questo punto: e sono molto molto contento così. Vivo giorno dopo giorno; il resto si vedrà.

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