Gianni Poglio

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"Quando ho scoperto l'esistenza del secondary ticketing ho provato rabbia ma anche pena nei confronti di esseri umani che spendono la loro vita a cercare di fottere gli altri. Sono peggio delle zecche, bisognerebbe pensare a collari anti-secondary ticketing, come esistono quelli anti-zecca". Parole chiare quelle di Elio al Teatro Parenti di Milano dove ieri Claudio Trotta ha riunito tutte le anime della musica per dire no a una speculazione che a livello mondiale vale circa 8 miliardi di dollari. 

Questo il "fatturato" dei biglietti dei concerti rivenduti online a un prezzo anche dieci volte superiore a quello di partenza. 

Motore dell'iniziativa milanese, Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts che da anni conduce questa battaglia: "L'idea è quella di lanciare un osservatorio permanente, una sorta di telefono musicale che suoni sempre più forte come il Telefono Azzurro. Chideremo a Siae e ad Assomusica di farne parte. Non si può più permettere questa schiifosa speculazione" sostiene Trotta.

Contro il secondary ticketing si sono espressi anche Piero Pelù, Ron, Levante, Manuel Agnelli e Federico Zampaglione.  

Niccolò Fabi sintetizza così la sua posizione: "Invito i colleghi a non cercare alibi. Non essere consapevoli di come vengono venduti i biglietti per la nostra arte può essere considerato a tutti gli effetti connivenza".

Esplicito anche il presidente della Siae, Gaetano Blandini, che ha invitato gli spettatori dei concerti a non acquistare biglietti sul mercato secondario "perché ci si rende complici di una truffa".

Tra le soluzioni proposte quella del biglietto nominale sposata da Luca Montebugnoli, presidente di Best Union. 

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