La prima alla Scala con Wagner, come se fossimo in Germania

Napolitano invita a non far polemica sull'ordine di priorità tra celebrazioni per gli anniversari wagneriani e verdiani. Ma se a Bayreuth inaugurassero con Verdi?

scala-milano

Teatro alla Scala di Milano – Credits: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Nazzareno Carusi

-

"Caro Maestro Barenboim, la prima della Scala (venerdì 7 dicembre, ndr) cade in un momento cruciale per l'avvicinarsi delle scadenze conclusive della legislatura parlamentare e del mio mandato presidenziale. Sono queste le sole motivazioni della rinuncia, da parte mia, ad assistere alla rappresentazione del Lohengrin di Wagner da lei diretto. Considero del tutto futile qualsiasi polemica sull'ordine di priorità tra celebrazioni per gli anniversari wagneriani e verdiani. Quei due grandissimi appartengono entrambi alla storia della cultura e della creatività europea, e non possono non avere entrambi un posto d’onore nei programmi delle stagioni d’opera dei maggiori teatri italiani".

Così Napolitano. Ma siccome nonno Giorgio è il Capo dello Stato nostro, mi chiedo che significhi, in questo frangente, che "quei due grandissimi appartengono entrambi alla storia della cultura e della creatività europea". Fa parte anche la Scala (che per il mondo intero sta in Italia, non in Europa) del calamento delle braghe a madama la marchesa Angela?

Col massimo rispetto, vuol dirci il Presidente cosa si direbbe in Alemagna (che non è il panettone, ma la terra della Merkel) se a Bayreuth inaugurassero con Verdi, ammesso fosse possibile e non è? Ecco, nel 2013 Napolitano scade e speriamo di non trovarci Monti al posto suo.

L'auspicio è pure che il teatro massimo italiano perda di vista il duo Ciuffo e Palanche, cioè Lissner e Barenboim. Non foss'altro che per ritrovare la dignità perduta. Almeno là.

© Riproduzione Riservata

Commenti