Testo di Santa Margaret

Il nostro primo lavoro discografico si intitola “Il suono analogico cova la sua vendetta", e non facciamo mistero del nostro amore per le sonorità anni 70. Questo titolo vuole essere una descrizione dell’attuale desiderio di recuperare quel supporto analogico chiamato vinile, che per anni è stato abbandonato e dimenticato nelle soffitte e che ora sta tornando ad occupare una fetta di mercato. Non è nostalgia, è semplicemente un modo diverso di vivere la musica, di tenerla tra le mani. Non è solo l’ascolto, ma anche il rituale, la gestualità; è un approccio alla musica più fisico e viscerale. 

Mentre stiamo per affrontare la seconda "fatica" in studio, avevamo programmato un viaggio a New York per incontrare un paio di produttori e sound engineer, ed ecco che qualche settimana fa arrivano alcune chiamate da amici musicisti che ci chiedono di partecipare ad un documentario per il lancio di Vinyl, la nuova serie TV prodotta da Mick Jagger e Martin Scorsese: "Angelica, Stefano vi va di cantare e suonare un paio di pezzi? Repertorio rock della scena newyorkese degli anni 70". “Ovviamente!" è stata la nostra risposta.

Una bella coincidenza, oltre ad una bellissima esperienza, il fatto di aver partecipato a Vinyl Talk proprio alla vigilia della nostra partenza per La Grande Mela: in questo momento stiamo scrivendo proprio da New York, città in cui è ambientata la serie.  Proprio ieri siamo stati in questo piccolo negozietto nel West Village che non lascia alcun dubbio fin dal cartello posto sulla vetrina: NO cd's - NO tapes- Just Records; insomma vende solo vinili, e lo fa dal 1975.

Bob, il proprietario, ha l’aria pacifica di chi ha saputo affrontare per ben più di un decennio una crisi di vendite insostenibile per qualunque attività commerciale; eppure dopo un breve scambio di battute ci confida che per lui il suo lavoro è innanzitutto una passione e che preferisce, nonostante l’età già pensionabile, tirare su la serranda del negozio tutte le mattine piuttosto che starsene a casa a guardare la tv e ci racconta tutto fiero che artisti come David Bowie, John Lennon, Jimmy Page (con tanto di foto a testimoniarlo) e molti altri furono suoi clienti.

Perché alla fine è solo una grande passione che ti fa superare grandi crisi. Chissà se Bob che preferisce da 40 anni starsene nel suo negozio tra i vinili piuttosto che a casa a guardare la tv sa che adesso a riportare in auge il vinile, la musica degli anni ’70 e tutto ciò che ruotava attorno al music business dell’epoca c’è proprio una serie televisiva.

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