Gabriele Antonucci

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La ricerca della canzone popolare, purché elegante e di qualità.

L'amore, come sempre, in tutte le sue declinazioni, ma anche il racconto della nostra società e una riflessione sul tempo che passa.

Questi, in sintesi, gli ingredienti delle 20 canzoni dei big in gara alla 68esima edizione del Festival di Sanremo, condotta da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, che si terrà al Teatro Ariston dal 6 al 10 febbraio 2018.

"Questo Sanremo sarà un evento musicale raccontato in televisione" -ha dichiarato il direttore artistico Claudio Baglioni- "dove la musica è collocata al centro. Il filo conduttore è la descrizione del nostro tempo, dei nostri momenti. Proprio perché viviamo un’epoca non chiara, molte canzoni sono domande, punti irrisolti. Non ci sono slogan, ma antenne sensoriali che parlano dell’avventura e della disavventura del vivere”.

La nouvelle vague di Baglioni ha portato tre novità importanti: sono state abolite le eliminazioni, in modo che le 20 canzoni siano protagoniste dall'inizio alla fine del festival; i brani dureranno di più (4 minuti contro i 3 e 15 secondi di prima); non ci saranno le tradizionali cover, ma dei duetti su brani in gara.

Nella categoria Nuove Proposte gareggiano Eva (Cosa ti salverà), Giulia Casieri (Come stai), Lorenzo Baglioni (Il Congiuntivo), Mirkoeilcane (Stiamo tutti bene), Mudimbi (Il Mago), Ultimo (Il ballo delle incertezze).

Il cast dei giovani è completato da Leonardo Monteiro (Bianca) e Alice Caioli (Specchi rotti) provenienti dal Concorso Area Sanremo.

Vediamo insieme una panoramica delle 20 canzoni in gara tra i Big.


Annalisa, “Il mondo prima di te”

(Alessandro Raina/Davide Simonetta/Annalisa Scarrone)

Una ballad d'amore classica, che poggia su un brillante arrangiamento anglosassone, esaltando (soprattutto nell'inciso) la potente voce di Annalisa, alla sua quarta partecipazione al Festival.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo, “Il coraggio di ogni giorno”

(Pacifico/Enzo Avitabile/Peppe Servillo)

La voce teatrale di Servillo svetta sulla world music di Avitabile, speziata con la melodia napoletana, con un bell’impasto di voci e un testo ricco di impegno civile.


Luca Barbarossa, "Passame er sale"

(Luca Barbarossa)

Una canzone d’amore, ma al tempo stesso un bilancio esistenziale, in dialetto romanesco che spesso si confonde con l’italiano, con un incedere quasi da valzer e un arrangiamento cinematico, che richiama la lezione dei compianti Lando Fiorini e Gabriella Ferri.


Mario Biondi, “Rivederti”

(Mario Biondi/Giuseppe Furnari/Mario Fisicaro)

Il crooner siciliano qui canta in italiano, con la sua voce piena e baritonale, una ballad jazzata e retrò alla Frank Sinatra, su una metrica libera senza rime, che esalta i fiati della big band e che strizza l'occhio alla bossa nova, ispiratrice del suo prossimo album Brasil.


Giovanni Caccamo, “Eterno”

(Cheope/Giovanni Caccamo)

Nei pregi e nei difetti, Eterno è un brano tipicamente sanremese, costruito, a partire dalla lunga intro, per esaltare il pathos della voce elegante e romantica di Caccamo. Il testo non è il punto forte del brano.


Red Canzian, “Ognuno ha il suo racconto”

(Red Canzian/Miki Porru)

Un energico brano pop-rock in stile Pooh anni Ottanta in cui Red Canzian si racconta con delicatezza, guardandosi all'indietro.


Decibel, “Lettera dal Duca”

(Silvio Capeccia/Enrico Ruggeri/Fulvio Muzio)

Un chiaro omaggio, nel testo e nelle strutture musicali, a David Bowie da parte del trio capitanato da Ruggeri, con un riuscito mid tempo, tra pop e rock, in cui l'italiano si alterna con naturalezza all'inglese.


Diodato e Roy Paci, “Adesso”

(Antonio Diodato)

"Life is now", sembra suggerire il "carpe diem" firmato da Diodato sia nei testi che nella musica, in cui l'apporto di Roy Paci si limita ad alcuni passaggi di tromba nella chiusura del crescendo. Diodato dialoga, in modo teatrale, sull'auspicato ritorno a una vita più presente e consapevole, priva delle continue interruzioni da telefonini, computer e social network.


Elio e le storie tese, “Arrivedorci”

(Sergio Conforti/Elio/Davide Civaschi/Nicola Fasani)

La canzone dell’addio (sinceramente tirato un po' troppo per le lunghe) degli Elii ha una struttura lineare e un testo autoironico che cita direttamente Stanlio e Olio. La band milanese si guarda indietro, ripercorrendo una "carriera stitica ma elogiata dalla critica", con un finale beatlesiano in crescendo.


Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, “Il segreto del tempo”

(Pacifico/Roby Facchinetti)

Anche Facchinetti e Fogli rimangono ancorati alla loro storia, recuperando il lato più melodico e romantico della carriera dei Pooh, con una bella apertura orchestrale a metà brano che esalta le corde vocali di Facchinetti.

Max Gazzé, “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

(Francesco Gazzé/Max Gazzé/Francesco De Benedittis)

Uno dei brani più coraggiosi del festival, in cui Gazzè veste i panni del bardo nel racconto di una storia d’amore dai toni fiabeschi, con un arrangiamento a metà strada tra opera e prog rock.


The Kolors, “Frida”

(Davide Petrella/Dario Faini/Alessandro Raina/Stash Fiordispino)

La canzone più catchy e radiofonica tra le 20 in gara, in cui la band di Stash accantona l'inglese e il pop-funky per atmosfere più rock, con dei cori a presa rapida che entrano immediatamente in testa.


Ermal Meta e Fabrizio Moro, “Non mi avete fatto niente”

(Ermal Meta-Fabrizio Moro/Andrea Febo)

La grande favorita per la vittoria finale è questa canzone ritmata, melodica e dal testo impegnato, che riflette sulla voglia di vivere nonostante la paura latente degli attentati terroristici.


Noemi, “Non smettere mai di cercarmi”

(Diego Calvetti/Massimiliano Pelan/Noemi/Fabio De Martino/ Veronica Scopeliti)

La cantante romana, alla sua quinta partecipazione al Teatro Ariston, ha un'interpretazione meno esuberante rispetto al passato, in compenso il brano, cofirmato anche da lei, ha una produzione interessante e una bella amalgama degli strumenti.


Ron, “Almeno pensami”

(Lucio Dalla)

Altro serio candidato alla vittoria, Almeno pensami è un gioiello inedito di Lucio Dalla, delicato nella melodia e nelle poetiche immagini usate, esaltato dall'interpretazione misurata e al tempo stesso partecipata di Ron.


Renzo Rubino, “Custodire”

(Renzo Rubino)

Rubino, uno dei giovani cantautori più interessanti e dotati, conferma le sue qualità in questo brano dall'andamento inusuale e piacevolemente retrò.


Lo Stato Sociale, “Una vita in vacanza”

(Lodovico Guenzi, Alberto Cazzola, Francesco Draicchio, Matteo Romagnoli, Alberto Guidetti, Enrico Roberto)

Non poteva mancare una band indie al festival, così Lo Stato Sociale ha tirato fuori dal cilindo una canzone furba, ritmata e radio-friendly che fa critica sociale sul tema del lavoro con il sorriso sulle labbra. Che sia la Occidentali's karma del 2018? 


Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, “Imparare ad amarsi”

(Bungaro/Pacifico/Cesare Chiodo/Antonio Fresa)

Basterebbe già la voce unica, jazzata e raffinatissima della Vanoni, ma il piano di Pacifico e la voce di Bungaro impreziosiscono ulteriormente un brano che è tra i maggiori candidati al premio della critica.


Le Vibrazioni, “Così sbagliato”

(Francesco Sarcina, Andrea Bonomo, Luca Chiaravalli, Davide Simonetta)

Una bella scarica rock saluta la gradita reunion della band guidata dalla voce riconoscibilissima di Francesco Sarcina.


Nina Zilli, "Senza appartenere”

(Giordana Angi/Antonio Iammarino/Nina Zilli)

Messo per un attimo da parte l'amato soul, Nina Zilli esplora nuovi territori pop in un brano alla Anna Tatangelo che valorizza la sua voce nel racconto di una donna che cambia.

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