Giovanni Ferrari

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È quasi ora di Sanremo ed è il momento delle prove generali. Tutti i ventidue artisti, uno dopo l'altro, salgono sul palcoscenico dell'Ariston. Provano l'entrata, capiscono dove posizionarsi, e - soprattutto - cantano davanti a giornalisti e addetti ai lavori i loro brani inediti.

Avevamo già ascoltato i brani qualche settimana fa (qui le nostre pagelle) ma il secondo ascolto è stato necessario per avere un giudizio più completo delle canzoni che, in alcuni casi, hanno rivelato un differente potenziale.

Apre le danze Al Bano con la sua Di rose e di spine: il pubblico in sala lo festeggia. La sua presenza al Festival ci riporta a una tradizione che - piaccia o meno - ci appartiene.

Subito dopo c'è Alessio Bernabei con Nel mezzo di un applauso: in questo caso, come avevamo ipotizzato al primo ascolto, siamo di fronte a un brano che ha un potenziale gigante per le radio. Un'altra canzone che contiene questa possibilità è Fa talmente male di Giusy Ferreri. 

Quando sale sul palco Elodie riesce a catalizzare l'attenzione su di sé. È elegante e sa bene cosa significa un'esibizione. La sua Tutta colpa mia non ci aveva convinti nel primo ascolto ma dal vivo ha tutta un'altra potenza. Riesce ad emozionare davvero e lei è impeccabile.

La prima vera pelle d'oca, però, arriva con Che sia benedetta di Fiorella Mannoia. Il testo e l'esibizione della cantante si uniscono e rendono la canzone un gioiello. Fiorella è grintosa e vuole davvero arrivare al cuore di tutti.

Un altro momento decisamente emozionante coincide con l'arrivo di Ermal Meta e la sua Vietato morire, brano dal testo coraggioso e toccante. L'esibizione non convince al cento per cento (sarà l'emozione?) ma il brano è perfetto. Saprà emozionarci molto.

Il cielo non mi basta di Lodovica Comello, invece, non sembra essere una canzone adatta a lei. Forse pensata troppo per il contesto in cui si sarebbe presentata e pensata poco per l'interprete. Non convince dal vivo, nonostante le qualità della conduttrice/cantante.

Una canzone che rende molto di più dal vivo rispetto che alla versione in studio è Portami via di Fabrizio Moro. La sua capacità interpretativa è unica e il cantante riesce a farti entrare in un mondo tutto suo. Una qualità per nulla banale. Anzi.

Ron si supera con L'ottava meraviglia e Samuel si diverte con Vedrai. Bianca Atzei, invece, canta Ora esisti solo tu con delicatezza e qualità. Nonostante le continue critiche, si dimostra una grande interprete. Ascoltare per credere.

Molto emozionato sul palco è Michele Bravi con Il diario degli errori. Il suo è tra i brani più toccanti di questo Festival. Stesso discorso per l'amica Chiara che con dolcezza canta Nessun posto è casa mia. È forse la canzone più delicata di questo Sanremo: con lei sembra di entrare all'interno di una favola. 

Bene per Gigi D'Alessio che continua ad essere tra i più amati dal pubblico: quando sale sul palco per le prove, tutti i presenti lo inondano di applausi. La sua presenza al Festival con La prima stella è per così dire rassicurante. 

Nota di merito a Francesco Gabbani. Non anticipiamo nulla, ma la sua Occidentali's Karma avrà un grande impatto sul pubblico. Non solo per il testo ma anche per la resa scenica e grafica. Insomma: c'è un balletto pronto da imparare! Preparatevi a saltare sulle sedie.

Masini cambia stile e sembra essere comodo in questa nuova veste elettro-pop. Una novità per lui ma anche per i suoi fedeli fan. Sergio Sylvestre, poi, ha preparato una sorpresa durante l'esibizione di Con te, e ci porta dritti al mondo soul che tanto gli si addice. Dal vivo è impeccabile.

Una bella sorpresa il duetto tra Nesli e la vincitrice di The Voice, Alice Paba. Lei è emozionatissima, glielo si legge negli occhi. Dal vivo riescono a superare quelle che ci sono sembrate delle debolezze nella versione in studio: non si sovrappongono ma, anzi, danno spazio all'altro. E riescono a creare un'atmosfera intorno alla loro coppia. Sospiro di sollievo.

L'altra coppia del Festival è quella composta da Raige e Giulia Luzi. Tra i due sembra esserci una forte intesa. Molto forte. Si guardano di continuo e terminano l'esibizione a pochi centimetri di distanza.

Paola Turci sale sul palco con orgoglio e grinta. Canta Fatti bella per te e riesce a raccontare una storia. La sua esibizione è sentita e il pubblico se ne accorge.

Chiude Michele Zarrillo che, con Mani nelle mani, ci riporta alla tradizione del Festival. 

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