Sanremo 2013: le pagelle della terza serata. In testa Marco Mengoni (per ora)

Marco Mengoni, poi Modà e Annalisa: il verdetto provvisorio del televoto - La terza serata - Speciale Sanremo - Social

Marco Mengoni a Sanremo 2013 (Ansa/Claudio Onorati)

Gianni Poglio

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La prima e provvisoria classifica del Festival (il televoto di questa sera vale il 25 per cento dei voti che concorrono al risultato finale) premia Marco Mengoni seguito da Modà, Annalisa, Chiara, Raphael Gualazzi, Simona Molinari Maria Nazionale, Elio e le Storie tese, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Simone Cristicchi, Malika Ayane, Marta sui Tubi, Almamegretta. Qui sotto, i giudizi dei brani e delle performance della terza serata.

Simona Molinari con Peter Cincotti

La felicità: buona esibizione per la premiata ditta Molinari-Cincotti che continua a far battere il piede a tempo di musica a suon di puro swing. Il motivo è allegro e fresco e rimane in testa. Voto: 6,5

Marco Mengoni

L’essenziale: la voce di Mengoni è sicura e rincorre le diverse sfumature stilistiche con cura certosina. La melodia convince e colpisce. Molto più a fuoco rispetto al debutto di lunedì. Voto: 6,5

Elio e Le Storie Tese

La Canzone Mononota: Elio si presenta con due mani finte cinte in vita e dà ancora una volta spettacolo con il brano più innovativo del Festival. Esibizione di altissimo livello, come la fronte degli Elii. Voto: 9

Malika Ayane

E se poi: una bella canzone con armonizzazioni classiche ma toccanti, arricchita ga un'atmosefra un po’ bohèmienne. Ottima la performance di Malika che dosa la sua voce potente accarezzando quasi le note. Voto: 6,5

Marta sui tubi

Vorrei: gli outsider del Festival arrivano trottando su un tappeto fatto di tamburi con una ritmica serrata di chitarra acustica. Di grande impatto scenico. Voto: 6

Chiara

Il futuro che sarà: il tango scritto per lei dal leader dei Baustelle non riesce ad emozionare fino in fondo. Brano piacevole e delicato, ma nulla di più. Voto: 5,5

Max Gazzè

Sotto casa: la marcetta pop dal profumo balcanico è accattivante. Un pezzo allegro, intelligente, e con un arrangiamento colorato dai fiati. Voto 6

Annalisa

Scintille: un motivetto swing un po’ gitano che strizza l’occhio allo ska. Niente da dire sull'esecuzione e l'interpretazione, ma Scintille, a dispetto del titolo, non scalda. Voto: 5

Maria Nazionale

E’colpa mia: buona performance di un brano prevedibile.. Fraseggi tipicamente neomelodici e interpretazione curata nella recitazione e nel canto. Voto: 5

Simone Cristicchi

La prima volta (che sono morto): l’ironia di Cristicchi non è mai scontata. Un pezzo surreale e spiazzante. Più sicura rispetto all'esordio l'interpretazione. Voto: 6,5

Modà

Se si potesse non morire: sono tra i favoriti e il brano è di quelli che si appiccicano addosso al primo ascolto. Se non dovessero vincere il Festival, scaleranno di sicuro le classifiche. Voto: 6

Raphael Gualazzi

Sai (ci basta un sogno): una delicata canzone d’amore interpretata dalla voce graffiante di Gualazzi che si esprime al meglio nel finale. Una performance ispirata.. Voto: 6,5

   

Daniele Silvestri

A bocca chiusa: 'Fatece largo' canta Silvestri al pianoforte in una ballata intensa e un po' retorica che celebra la libertà e l'emozione di manifestare in piazza. Voto: 5,5

Almamegretta

Mamma non sa: il sound e il ritmo non mancano. Le tematiche profonde nemmeno, ma non basta. Il brano è poco sanremese ma lo sentiremo ancora al di fuori della kermesse. Voto: 5,5

   

Ha collaborato Tony Romano.

   
   
   
 
   
   
   
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