Sanremo 2013: le pagelle della seconda serata

Elio e le Storie tese su tutti. Poi, i Modà con l'unico vero tormentone del Festival e la stravaganza pop di Max Gazzè

Elio e le Storie Tese a Sanremo 2013 (ANSA/ETTORE FERRARI)

Gianni Poglio

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Contrariamente a quel che si sente dire da ieri sera le canzoni di questo Festival non sono speciali. Si parla e si scrive molto di qualità dei brani, di "pezzi che sono davvero belli", ma non è esattamente così. Sul palco di Sanremo 2013 non ci sono canzoni inascoltabili o patetiche come spesso in passato, ma questo non basta a fare dei brani in gara dei capolavori. Fatta qualche eccezione, si naviga intorno alla sufficienza o poco meno. Una sola eccezione Elio e le Storie Tese. Non bastasse il fatto che suonano benissimo, sono sembrati di un altro pianeta. Per ironia, intelligenza, e originalità. Forse troppo bravi per vincere. Fuori concorso, Carla Bruni con il suo nuovo singolo. Senza voto.

Modà

Se si potesse non morire: il primo vero tormentone del Festival. Un po' melodrammatico e banalotto, ma sarà un successo in radio e in classifica. Voto: 6. In gara

Come l’acqua dentro il mare: Puro stile Modà. Ma questa volta la linea melodica scontata sconfina nella monotonia. Voto: 5. Eliminata

Simone Cristicchi

Mi manchi: una ballata d’amore ironica dal sapore sapore agrodolce. Tremolante la voce. Un po' troppo. Voto: 5,5. Eliminata

La prima volta (che sono morto): Cristicchi sa essere intenso, surreale e canta la vita con semplicità e onestà. In questo caso parla di morte, ma lo fa con un lampo di genio. Piaccia o meno, ha uno stle. Voto: 6,5. In gara

Malika Ayane

Niente: la penna di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro si avverte fin dalle prime note. Un pezzo discreto, confezionato ad hoc per la potente voce della tatuatissima Malika.  Voto: 6. Eliminata

E se poi: scritta sempre dal leader dei Negramaro è una canzone decisamente più sanremese della precedente. Da riascoltare e riscoprire. Voto: 6,5. In gara

Almamegretta

Mamma non sa: . Parole poco comprensibili. In compenso, il brano, tra dub e reggae, porta un po’ di ritmo ad una serata, fino a questo punto, abbastanza lenta.  Voto: 5,5. In gara

Onda che vai: A firma Domenico e Federico Zampaglione. Non molto distante dal classico Almamegretta sound. Passa e va. Voto: 5. Eliminata

Max Gazzè

I tuoi maledettissimi impegni: elettronico e sperimentale come sempre. Fedele al suo stile e al suo basso elettrico che non lo lascia mai da solo. Un gioiellino pop con un gran bel testo. Voto: 6,5 Eliminata

Sotto casa: una bella marcetta decisamente ben riuscita. Gazzè riesce sempre a farsi ascoltare perché è orecchiabile senza essere banale. Voto: 6. In gara

Annalisa

Scintille: buone l’esecuzione e l’interpretazione, ma nonostante le atmosfere swing il pezzo non decolla. Esercizio di stile, niente di più. Voto: 5. In gara

Non so ballare: la canzone è abbastanza noiosa e prevedibile. Si rimane in attesa di un crescendo che non arriva. Un compitino pop. Voto 5. Eliminata

Elio e le Storie Tese

Dannati for ever: entrano con in testa una fronte finta e agghindati come uomini gospel. Testi e musiche al fulmicotone, sparano a zero mandando all’inferno un po’ tutti, dai giornalisti ai comunisti. Voto. 8,5. Eliminata

La canzone monotona: questa è la genialità degli Elii. Una canzone non-canzone costruita intorno ad una sola nota tra cambi di ritmi e allegri siparietti degni di uno show americano. Avanguardia pura. Voto: 9. In gara

Ha collaborato Tony Romano.

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