Sanremo 2013: le pagelle della prima serata

Sette big, quattordici brani e poche emozioni: non decollano le canzoni del Festival

Chiara Galiazzo

Chiara Galiazzo – Credits: (ANSA/CLAUDIO ONORATI)

Gianni Poglio

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Di canzoni memorabili non se ne sono sentite nella prima serata del Festival. C'erano molte aspettative per la performance dei primi sette big, anche perché tra di loro ce e sono alcuni che una buona fetta del pubblico televisivo non ha mai sentito nominare. Poteva anche essere una buona strada per rinnovare facce e suoni, ma l'esperimento, finora, non è che abbia prodotto effetti eclatanti. Quattodici canzoni, ma pochi brividi, anzi quasi nessuno. Anche il raddoppio dei brani, due per ogni artista, ha funzionato a metà. In alcuni casi il verdetto del televoto e della sala stampa ha eliminato il pezzo più forte (vedi Dr. Jeckyll e Mr. Hide di Simona Molinari, a mio parere il brano più forte dell'intera serata). Qui sotto, commenti e pagelle.

Marco Mengoni

L'essenziale: non decolla subito, ma ha una melodia formidabile che convince il pubblico del televoto e la sala stampa. Mengoni in versione soft. Voto: 6,5. In gara.

Bellissimo: pop dance  efficace con qualche sprazzo di rock. Una buona idea il finale in crescendo.. Voto 6 Eliminata

Raphael Gualazzi

Senza ritegno: Gualazzi è bravo, ma questo swing non gli rende merito. E poi la voce traballa. Voto: 5. Eliminata.

Sai ci basta un sogno: ballata ispirata e notturna. Piano, archi, e nel finale uno slancio da crooner. Voto: 6,5. In gara.

Daniele Silvestri

A bocca chiusa: Silvestri canta per piano e voce le emozioni del corteo e delle manifestazioni. Con un po' di retorica. Scalderà alcuni, lascerà indifferenti molti altri. Voto 5,5. In gara

Il bisogno di te: Questione di gusti, ma rispetto al brano che l'ha preceduto questo ha un'altra marcia. E non solo per ragioni di ritmo. Voto 6,5. Eliminata

Simona Milonari con Peter Cincotti

Dottor Jeckyll & Mr. Hide: ci sono lo stile e la penna di Lelio Luttazzi dietro questo tuffo negl anni Cinquanta. Che, paradossalmente, suona molto più vitale di tutto quello che è venuto prima. Voto: 7.  Eliminata

La felicità: Funziona il connubio tra il grande jazzista americano col cognome italiano e la Molinari. Un altro brano retro tutto ritmo e fiati. Voto: 6. In gara

Marta sui tubi

Dispari: Il pezzo meno sanremese dalla band meno sanremese. Un brano folle, teatrale, disseminato di cambi di tempo e di atmosfera. Extraterrestri. Voto: 5,5. Eliminata

Vorrei: delle due è quella che concede qualcosa all'immediatezza. Ma siamo sempre lontani anni luce dagli standard dell'Ariston. E non è detto che sia un male. Voto: 6. in gara

Maria Nazionale

Quando non parlo: inizia, prosegue, avanza, ma non succede niente. Una melodia mediterranea che scorre via liscia, senza lasciare traccia. Voto: 5. Eliminata

E' colpa mia: l'anima neomelodica e scontata del Festival. Venendo dal sound surreale di Marta sui Tubi, l'effetto è straniante. Voto: 4. In gara

Chiara Galiazzo

L'esperienza dell'amore: Una ballad firmata da Federico Zampaglione dei Tiromancino. Da riascoltare. Emozionata ma efficace la performance vocale della vincitrice di X Factor 2012. Voto: 5,5. Eliminata.

Il futuro che sarà: un brano a tempo di tango. Originale, piacevole, ma non lascia il segno. Ecco, la sensazione è che sia proprio questo il mood dell'intero Festival. Passa e va. Voto: 6. In gara.

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