Sanremo 2013: le 5 performance più attese

Manca una settimana: ecco, secondo noi, le 5 esibizioni che lasceranno il segno

Raphael Gualazzi, uno dei big di Sanremo (Getty Images)

Gianni Poglio

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La sensazione è che Sanremo 2013 abbia le carte in regola per essere un Festival con la musica in primo piano. Lo garantiscono il cast dei big e la scelta del direttore artistico, Mauro Pagani. Un nome che parla da solo.

Scorrendo l'elenco dei big, secondo me ce ne sono almeno cinque che hanno i numeri per lasciare un segno del loro passaggio. In gara si presentano con due brani inediti, come da regoalmento. Brani dalle sfaccettature diverse come quelli dei leggendari lati A e B dei 45 giri di un tempo. Al di là e oltre il gioco stucchevole della previsione del vincitore, ci saranno alcune performance da non perdere, perché in quei minuti di esibizione live potrebbero esserci i momenti da ricordare di Sanremo 2013.

La prima performance da tenere d'occhio, inevitabilmente, sarà quella di Elio e le Storie Tese (il precedente passaggio sanremese con la Terra dei cachi era stato epocale). Dannati forever (che nel testo cita onanisti, comunisti, sodomiti, moderati ed esodati) e La canzone mononota (devvero costruita su un'unica nota) sono le perle di una band che ha tutto quello che serve per fare davvero spettacolo. Compreso un sound che è la cosa più simile a Frank Zappa mai realizzata in Italia.

Chiara ha stravinto l'ultima edizione di X Factor. Di solito, i ragazzi dei talent show che partecipano al Festival si presentano con brani forti dal punto di vista dell'appeal commerciale, ma prescindibili dal punto di vista musicale. Ecco, Chiara Galiazzo potrebbe essere l'eccezione che conferma la regola. Non a caso, si presenta sostenuta da due firme importanti. L'esperienza dell'amore è stata scritta da Federico Zampaglione, mentre Il futuro che sarà porta la firma di Francesco Bianconi dei Baustelle.

Raphael Gualazzi è una sorpresa annunciata. Istrionico, teatrale, istintivo, è uno degli artisti più completi della nuova scena italiana. Arriva a Sanremo con due pezzi che la critica porta già in palmo di mano: Sai (ci basta un sogno) e Senza ritegno.

Gli Almamegretta sono la prova vivente che dalle parti dell'Ariston qualcosa è cambiato sul serio. Raiz e la sua band sono un'istituzione della musica italiana degli ultimi vent'anni, miscelano reggae, dub ed elettronica e hanno un sound ben definito, non troppo mainstream ma nemmeno troppo di culto. Partecipano con l'intrigante Mamma non lo sa e Onda che vai scritta da Federico Zampaglione.

L'unione artistica che suscita più interesse ed aspettative è quella tra la cantautrice Simona Molinari e il genietto del jazz americano, Peter Cincotti. Insieme proporranno Dr. Jekyll e Mr. Hide, uno swing inedito del grande Lelio Luttazzi e La felicità, un pezzo che richiama il sound di Renato Carosone.

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