Claudio Trionfera

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Quaranta milioni, venti di costo, indotto importante per  food e hôtellerie, ma c’è chi dice 60 e chi dice sei. Si parla dell’incasso. Esibito con giustificato orgoglio. È qui la festa? Non del tutto. Dopo le proteste di una parte del pubblico della zona "prato B" durante e dopo il concerto dei Rolling Stones a Lucca – sulla qualità della musica non si discute e tanto meno si discutono gli Stones, che hanno fatto il loro e si sono detti felicissimi di essersi esibiti in quella città – il day after conferma l’intramontabile proposizione del sabato del villaggio, cioè che spesso l’attesa del giorno di festa può essere più serena e "sentimentale" della festività in sé.

Peccato. Perché l’impegno della città con quello innegabile degli organizzatori, la sua bella accoglienza, la sua magnifica cornice e l’efficienza delle sue infrastrutture avrebbero meritato un epilogo senza residui polemici. Con l'auspicio che, alla fine, ogni cosa rientri nella dimensione della razionalità, lontana da reazioni a caldo conservando la memoria di una performance comunque storica come le Mura di Lucca.

Le richieste del Codacons

Sta di fatto che nella giornata di oggi il Codacons, che raccoglie le proteste dei consumatori scontenti, presenta – come conferma l’ufficio stampa dell'associazione – “l’annunciato esposto alla Procura della Repubblica di Lucca nel quale si chiede, tra l’altro, di aprire una indagine sull’organizzazione del concerto per verificare il pieno rispetto dei diritti degli utenti che hanno pagato un regolare biglietto a fronte di un servizio per molti deludente; e di valutare il sequestro cautelare degli incassi del concerto, come forma di garanzia per eventuali azioni risarcitorie da parte degli spettatori delusi”.

E proprio sul fronte dei risarcimenti il Codacons sta valutando, nel caso ce ne fossero gli estremi, la possibilità di sviluppare un’azione collettiva di rimborso, anche parziale, da parte di una utenza che ha denunciato “la totale inadeguatezza di una location che ha reso non visibile per molti il palco, ma anche l’insufficienza di bagni chimici, lo spazio ristretto per gli spettatori, la presenza di persone arrampicate su alberi e lampioni con ripercussioni sul fronte della sicurezza, code chilometriche e acustica non all’altezza dell’evento”, come recita il testo del Codacons.

La risposta degli organizzatori

È ancora di ieri la polemica molto accesa tra lo stesso Codacons e l’organizzazione del concerto della “D’Alessandro e Galli”, con la replica dell’associazione consumatori a Mimmo D’Alessandro il quale, in una intervista rilasciata a Il Tirreno, aveva accusato il Codacons di cercare visibilità attraverso la querelle di Lucca aggiungendo, sull’utenza: “A chi ha protestato perché dal prato non ha visto bene il concerto faccio presente che sul prato si pagava il biglietto più basso. Bastava comprarne uno diverso per assicurarsi una visuale migliore”.

Insomma volano parole significative tra coloro che sembrano i principali duellanti di questo day after, con gli spettatori che continuano a fare la parte di loro competenza (per inciso, il prezzo indicato come "più basso" del biglietto era di 115 euro inclusa la prevendita, "il più basso d'Europa" ci conferma Mimmo D'Alessandro).

Secondo gli organizzatori, d’altra parte, non vi sono motivi di protesta in una comunicazione nella quale dichiarano: “Vogliamo registrare come un successo i risultati ottenuti dalla macchina organizzativa sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico. Da fonti delle Questura ci risulta che non sia stato registrato alcun fermo nella serata e che i mezzi di emergenza abbiano dovuto ricorrere a interventi di pronto soccorso solo in due casi, peraltro di lieve gravità. Considerata l’affluenza importante di pubblico e il fatto che l’evento si tenesse in una location mai testata prima si tratta di un risultato eccezionale per il quale ringraziamo le Forze dell’Ordine che ha messo sul campo un numero straordinario di forze e ha garantito con grande professionalità l’ordine pubblico.

Viabilità e treni, meglio di quanto si sperasse

“Anche sotto il piano delle viabilità i risultati ottenuti sono andati oltre le migliori previsioni. Il pubblico è defluito dall’area concerto in meno di due ore e anche il traffico veicolare  non ha mai raggiunto livelli di criticità in fase di uscita dalla città. Gli spettatori che avevano scelto il treno sono riusciti a ripartire regolarmente dalla Stazione di Lucca tanto che non c’è stata necessità di utilizzare i 3 convogli che erano stati previsti in supplemento ai 10 treni speciali già annunciati.

“Quella della sicurezza è stata, come sempre, la nostra priorità assoluta in fase di preparazione dell’evento e siamo felici di poter celebrare a distanza di 24 ore questo risultato eccellente che è frutto di mesi di lavoro svolti in stretta collaborazione con Prefettura, Questura, Carabinieri, GdF, Comune di Lucca, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, 118 a cui siamo grati per l’impegno e la disponibilità che ci hanno rivolto.

“L’atteggiamento responsabile del pubblico che ha seguito con grande collaborazione tutte le indicazione su sicurezza e viabilità che avevamo abbondantemente comunicato nelle ultime settimane ha fatto il resto, dimostrando che anche in questi tempi difficili per l’ordine pubblico eventi di questo tipo possono essere svolti in sicurezza garantendo momenti di cultura e aggregazione sociali che sono indispensabili per ogni comunità”.

Ma qualche aggiustamento sarà necessario

D’Alessandro stesso, in ogni caso, guarda con obiettività allo svolgimento della serata: "Sappiamo riconoscere gli errori, se e quando ci sono, e riteniamo che sia importante saper anche chiedere scusa. Ma riteniamo che non sia giusto essere attaccati gratuitamente. Perché su questo concerto abbiamo lavorato h24 per un mese intero e parlo solo della fase pratica e strutturale su Lucca. Il lavoro sui Rolling Stones è durato addirittura due anni, immaginarsi quanto sia stato complicato organizzarne, sotto ogni profilo, la venuta".

Sulle lamentele per la mancanza di rifornimenti d'acqua in alcune zone del "prato B" durante il concerto D'Alessandro è chiaro: "Per noi il comfort degli spettatori viene prima di tutto e abbiamo personalmente seguito i contratti in appalto per l'acqua assicurandoci che le bottigliette venissero vendute a non più di un euro e mezzo l'una, proprio per evitare disagi. Da parte nostra c'è stato davvero l'impegno massimo da questo punto di vista, poi durante un evento di quelle dimensioni può anche esserci stata qualche carenza transitoria. Ci siamo battuti a 360 gradi perché tutto andasse nel migliore dei modi. Certe critiche ci hanno fatto male".

Quarant'anni di eventi super e di successi

Sul problema della scarsa visibilità lamentata da una parte del pubblico (sempre di "prato B") D'Alessandro afferma di aver fatto l'impossibile per evitare qualsiasi problema in tal senso: "Abbiamo fatto alzare il palco fino a tre metri, un'altezza imponente proprio per eliminare ogni disagio, per giunta in un'area, quella delle Mura appunto, mai testata in precedenza per un concerto di dimensioni così importanti. Abbiamo quarant'anni di esperienza spesa ad organizzare grandi eventi e sempre coronati da successi, come quelli di Paul McCartney al Colosseo, David Gilmour a Pompei, Roger Waters allo stadio Olimpico di Roma e tanti altri. Non abbiamo molto da imparare". Curriculum esemplare.

Per chiudere, da segnalare un comunicato di chi non sta disputando con qualcun altro, cioè di Trenitalia che segnala di aver gestito al meglio l’arrivo e la ripartenza da Lucca di circa diecimila passeggeri nel traffico legato al concerto di sabato.

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