Claudio Trionfera

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Il fantasma dei Rolling Stones. Non come il palco ha percepito la loro presenza, al solito magnifica. Piuttosto come il loro concerto è stato “intuito”, più che vissuto, da una platea ammassata, al 70 per cento, nel cosiddetto settore "prato B”, riempito all'inverosimile, debordante addirittura sulla strada. Con biglietti pagati centinaia di euro perché nessuno, all’epoca dell’inizio prevendita, si è occupato di controllare il mercato parallelo (problema vecchio e non ancora risolto) e comunque non meno di cento euro ciascuno.

Lo spazio inadeguato

Secondo i numeri ufficiali erano 56 mila le persone presenti, cifre a occhio (e non solo) superate con i molti milioni d’incasso (si parla di 6,5 milioni). Ma in uno spazio palesemente inadeguato a ospitare un evento del genere con queste cifre e che al massimo avrebbe potuto contenere 40 mila persone. Invece, là sotto, tutti stipati, appiccicati, senza riuscire a vedere nulla del concerto, in molti casi neppure i quattro maxischermi che spuntavano, alti, in verticale, dal palco. I più fortunati hanno scorto, tra una testa e l’altra, i capelli castani di Mick Jagger o quelli bianchissimi di Charlie Watts, una mano di Keith Richards, un occhio di Ronnie Wood.

Ladri in azione e birra a fiumi

Tutto era possibile nella notte di Lucca senza visuale. L’udito, però, ha avuto la sua serata di gloria, perché, quello, nessuno ha potuto trafugarlo. Chi ha rubato davvero, invece, sono stati i ladri, che i controlli e i filtraggi ripetuti con tanto di zainetti sequestrati e buttati all’ammasso (era necessario dopo averli svuotati?) non hanno privato di lame e taglierini coi quali hanno inciso chirurgicamente le borse superstiti delle signore distratte dalla musica e dagli spintoni ripetuti e diffusi.

Ma nel flop organizzativo c’è stato anche di peggio. Come i fiumi di birra (niente acqua, naturalmente) venduti a sei euro al pezzo non solo fuori ma anche dentro l’area del concerto da addetti abbarbicati ad intere casse di bottiglie e tanto di torcia fissata alla fronte: alla faccia di un divieto che nessuno s’è curato di far rispettare. E forse il sindaco della città dovrebbe, al caso, qualche spiegazione.

Il deflusso incontrollato

Alla fine del concerto la fase più caotica, accozzata, tumultuante e pericolosa di una serata che avrebbe potuto avere anche conseguenze drammatiche: perché le vie di fuga e di deflusso, mai indicate, erano in parte bloccate e onde di folla vagante, spostandosi di continuo alla ricerca di un varco provocavano pressioni, schiacciamenti e malori. È un caso che nessuno abbia avuto qualche cattiva idea scatenando il panico.

Era tanto difficile prevedere una soluzione? O magari i biglietti venduti erano stati davvero troppi oltre la misura consentita? Sarebbe meglio riflettere su quanto accaduto, evitando tanta esaltazione sui numeri e andando a bollare i molti errori fatti. A tutti i livelli. La voce dell’innocenza, magari, era proprio di quello steward che al prefiltraggio raccomandava ad una ragazza di sbrigarsi ad entrare altrimenti sarebbe rimasta fuori perché là si entrava "finché c’era spazio".

La posizione degli organizzatori

Secondo gli organizzatori, "anche sotto il piano delle viabilità i risultati ottenuti sono andati oltre le migliori previsioni. Il pubblico è defluito dall'area concerto in meno di due ore e anche il traffico veicolare non ha mai raggiunto livelli di criticità in fase di uscita dalla città. Gli spettatori che avevano scelto il treno sono riusciti a ripartire regolarmente dalla Stazione di Lucca tanto che non c'è stata necessità di utilizzare i 3 convogli supplementari oltre i 10 treni speciali già annunciati".

"Quella della sicurezza è stata, come sempre - sottolineano D'Alessandro e Galli -, la nostra priorità assoluta in fase di preparazione dell'evento e siamo felici di poter celebrare a distanza di 24 ore, questo risultato eccellente che è frutto di mesi di lavoro svolti in stretta collaborazione con Prefettura, Questura, Carabinieri, GdF, Comune di Lucca, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, 118 a cui siamo grati per l'impegno e la disponibilità che ci hanno rivolto. L'atteggiamento responsabile del pubblico che ha seguito tutte le indicazioni comunicate ha fatto il resto, dimostrando che, anche in questi tempi difficili per l'Ordine Pubblico, eventi di questo tipo possono essere svolti in sicurezza garantendo momenti di cultura e aggregazione sociali che sono indispensabili per ogni comunita'"

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