Rolling Stones, il concerto di Hyde Park al cinema

Per una sola data, la proiezione del docu-film sull'evento conclusivo del tour per i 50 anni della band. La recensione

Mick Jagger durante il concerto a Hyde Park nel luglio 2013. – Credits: © The Rolling Stones (Ufficio stampa)

Micol De Pas

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Il cinema è un luogo magico: un contenitore senza coordinate spazio temporali, che catapulta il pubblico nei mondi narrati sul grande schermo. L'incantesimo è garantito, anche quando ci si va per assistere a un concerto rock. Così è successo ieri sera: le sale del circuito Nexo Cinema proiettavano il concerto conclusivo del tour dei Rolling Stones in occasione dei loro 50 anni. Era il luglio 2013, Londra, Hyde Park, esattamente dove 44 anni prima si era esibita la band.

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Un oceano di persone, come hanno detto gli Stones stessi, un palco fantastico, costruito in mezzo agli alberi, il sole che cala sulla città e loro sul palco. Si comincia: Mick Jagger ha tutta l'aria di avere la percezione esatta della sua immortalità, Keith Richards e Ron Wood giocano tra loro, esattamente come quando erano lì nel 1969, ma con l'aria di vecchi pirati navigati e il grande Charlie Watts, che al massimo concede qualche timido sorriso, scandisce il ritmo di Start Me Up.

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C'è un solo neo, almeno in questo racconto in soggettiva: essere seduta su una poltrona. Perché il pensiero più ricorrente (oltre al desiderio di muovermi, come il pubblico inquadrato dalla cinepresa) è stato: «Ma perché io non ero lì?».

Poi l'effetto cinema ha avuto la meglio: Hyde Park Live è un meraviglioso docu-film. Racconta la storia, il presente e il futuro di una band icona, che dal vivo dà il meglio di sé. Con loro sul palco è salito anche Mick Taylor, storico chitarrista che nel '69 sostituì Brian Jones e poi rimase con gli Stones fino al 1974. Nostalgia da aggiungere alla nostalgia, un effetto "rotolante", che negli occhi di Taylor si traduce in emozione. Ma anche in un senso di distanza. Anzi, forse in qualcosa di molto vicino all'idea di sliding doors: e se,..., come sarebbe andata?

Con loro ci sono anche il sassofonista Bobby Keys, Daryl Jones (anche se non è mai entrato ufficialmente a far parte della band il basso è sempre stato il suo dopo l'addio di Bill Wyman) e Chuck Leavell (con gli Stones dal 1983) e la mitica Lisa Fisher, già corista di Tina Turner.

Tra brani come Doom and Gloom, You Got The Silver, Midnight Rambler, Gimme Shelter, You Can’t Always Get What You Want, Mick corre, salta e si muove sul palco in forma smagliante, ma soprattutto con una voce spettacolare. La stessa di sempre, come il suo sex appeal.

Alcuni spezzoni del concerto precedente a Hyde Park, alcuni brani da interviste al gruppo e qualche divagazione sul pubblico scandiscono la narrazione cinematografica, che apre  con l'arrivo della band a Londra, per concludere con un dietro le quinte.

Ma il concerto termina con (I Can’t Get No) Satisfaction. Chiusura magistrale. Che suona come una promessa, un arrivederci.

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