Da Roger Waters a Neil Young: la old school del rock live in Italia

Dal 25 al 27 luglio la carica degli ultrasessantenni: Patti Smith, Santana...

Roger Waters

1) Broken Bones - Roger Waters – Credits: Getty Images

Gianni Poglio

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Rogers Waters, Santana, Patti Smith e Neil Young. Saranno tutti in concerto in Italia nei prossimi tre giorni. Un ritorno in grande stile per quattro icone della musica che hanno iniziato a calcare i palchi negli anni Sessanta. Hanno quasi cinquant'anni di carriera alle spalle e un'incontenibile voglia di suonare ancora in giro per il mondo. Il pubblico li segue e li applaude ancora, forse consapevole che di personaggi di questa caratura ce ne sono in giro sempre di meno.

Roger Waters sarà a Padova 1l 26 luglio per eseguire dal vivo il capolavoro della sua vita artistica, The Wall. Un trionfo annunciato e uno spettacolo straordinario quanto consolidato. The Wall è ormai diventato un'opera senza tempo, come il Muro che si sgretola alla fine dello show.

Due i concerti per Neil Young accompagnato dai Crazy Horse (il 25 a Lucca, Summer Festival, e il 26 a Roma, nell'ambito di Postepay Rock in Roma). Ci sarà da divertirsi perché Neil Young, in concerto, con il suo storico gruppo è un anarchico del rock'n'roll, nel senso che suona solo quello che gli piace e come gli piace. Nell'ultimo straordinario album Psychedelic Pill c'erano brani che superavano i dieci minuti, tra schitarrate e suggestioni psichedeliche. Che di sicuro non mancherà di replicare negli show italiani. 

Evento speciale per Patti Smith al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano). La sera del 25 luglio, la sacerdotessa del punk eseguirà per intero il suo primo e storico album, Horses, pubblicato nel 1975 e considerato una pietra miliare da moltissimi musicisti della scena americana. Su tutti Michael Stipe, la voce dei R.E.M.

A chiudere il poker di glorie del passato ci sarà poi Carlos Santana, il 26 luglio a Milano (City Sound) e il 27 a Roma. L’ultima fatica discografica di Carlos Santana, Shape Shifter, è un omaggio ai nativi americani e segna un ritorno alle origini per il chitarrista, l’album infatti è composto da 13 tracce tutte strumentali, tranne una. C'anche, Mr. Szabo, un chiaro riferimento a Gabor Szabo, il famoso chitarrista ungherese che ispirò la musica e la sonorità del Santana musicista.

 
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