Tra i primi anni 80 e il 2000, la città di Milano era capace di proporre un'offerta musicale decisamente intensa: il jazz e il blues proliferavano nei club e nelle piazze, i musical internazionali riempivano i teatri e i grandi concerti rock si susseguivano nei templi da oltre centomila ingressi. Una capitale della musica, dove era facile incontrare Madonna a passeggio in via Montenapoleone insieme a Naomi Campbell e nei ristoranti capitava di cenare a un tavolo accanto a Prince, Peter Gabriel, David Bowie o Sting.

E poi, c'erano i giornali. Che pubblicavano foto degli spettacoli e magari anche qualche scatto rubato nella cornice del paesaggio meneghino. Milano era Rock City, almeno per l'immaginario collettivo, che veniva nutrito prima e dopo gli show con immagini ad alto tasso emozionale.

Gli instancabili narratori di quegli anni sono i fotografi Massimo Barbaglia, Gigliola Di Piazza, Bruno Marzi e Angelo Redaelli, i cui scatti sono ora riuniti nella mostra dal titolo, appunto, Rock City, curata da Luigi Pedrazzi e co-prodotta da Arteutopia e Clarart.

L'effeto Amarcord colpirà molti tra il pubblico, imprigionato, in ogni caso, nella bellezza di scatti che hanno fatto la storia della musica. Tra i soggetti, BB King, Frank Zappa, Fabrizio de Andrè, Joan Baez, Annie Lennox, Michel Petrucciani, Miles Davis, Liza Minnelli, Sinead O'Connor, gli Aerosmith...

In cartellone anche un appuntamento con il fotografo e giornalista Bruno Marzi, dal titolo Il rock in camera oscura. Si parlerà di fotografia analogica e digitale, ma anche di avventure e aneddoti raccontati da chi ha vissuto una lunga carriera a fianco delle grandi rockstar (sabato 12 dicembre alle ore 17. Prenotazione necessaria allo 0267490252).

Rock City, Hernandez Art Gallery, Milano, dal 3 al 20 dicembre



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