Gabriele Antonucci

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Tutto pronto a New York per la cerimonia annuale della Rock and Roll Hall of Fame, uno dei massimi riconoscimenti per la carriera di un artista,oltre che uno dei più controversi, che si terrà stanotte al Barclays Center di Brooklyn.

Da oggi entreranno a far parte della Rock and Roll Hall of Fame i Radiohead, The Cure, Janet Jackson, Roxy Music, Stevie Nicks, Zombie e Def Leppard.

I rilfettori saranno puntati sull'attesa reunion dei Roxy Music, a otto anni dalla loro ultima apparizione pubblica, anche se non al completo.

Sul palco saliranno Bryan Ferry (che si esibirà gratuitamente sabato 13 aprile alle 22 a Foggia, in Piazza Cavour, nell'unica data italiana del suo tour mondiale), Andy Mackay e Phil Manzanera, accompagnati da musicisti che già hanno collaborato con il frontman della band come Chris Spedding, Neil Jason e Fonzi Thornton.

Non saranno presenti né il batterista Paul Thompson, per motivi di salute, né Brian Eno, apparentemente per la promessa di non prendere voli aerei per un anno per ragioni ecologiste.

A introdurre i Roxy Music nella Rock and Roll Hall of Fame saranno Simon Le Bon e John Taylor, frontman e bassista dei Duran Duran.

Il leader dei Talking Heads David Byrne presenterà i Radiohead, il frontman dei Nine Inch Nails Trent Reznor ospiterà i Cure, Janelle Monáe presenterà Janet Jackson, l'ex One Direction Harry Styles renderà omaggio a Stevie Nicks e il chitarrista dei Queen Brian May farà gli onori di casa per i Def Leppard.

Eric Clapton uno e trino

Scorrendo l'elenco degli artisti introdotti, salta subito all'occhio che Eric Clapton sia l'unico ad essere stato introdotto 3 volte nella Hall of Fame: nel 1992 come membro degli Yardbirds, nel 1993 come fondatore dei Cream e nel 2.000 come solista.

“Cercavo di suonare il blues rispettando fedelmente le regole. Ero davvero sicuro dei mei mezzi, non penso che ci fosse qualcuno bravo come me”. Parola di Clapton, mentre ricordava al suo biografo ufficiale Ray Coleman i suoi esordi negli anni Sessanta.

Difficile dare torto a un chitarrista così tecnico e pulito, che nel corso degli anni è diventato anche un ottimo cantante. Clapton ha segnato in modo indelebile cinquant’anni di storia del rock e del blues bianco.

Dagli esordi negli Yardbirds (dove sono passati anche Jeff Beck e Jimmy Page) e nei Blues Breakers di John Mayall ai fasti con i Cream, passando per le brevi parentesi con i Blind Faith e con i Derek and the Dominos, senza dimenticare il grande rifiuto ai Beatles dell’amico/rivale in amore George Harrison.

Per un breve periodo Slowhand venne preso in considerazione per rimpiazzare George Harrison (è di Clapton, anche se non risulta nei crediti dell'album, l'assolo di chitarra del brano dei Fab Four, While my guitar gently weeps). Pare che, subito dopo l'abbandono temporaneo di Harrison, Lennon abbia fatto il suo nome in una riunione riservata senza mai, di fatto, formalizzare la proposta.

Tra le perle della sua carriera, spiccano Layla, Cocaine, Wonderful Tonight, Sunshine of your love e Tears in heaven, il pezzo più struggente, scritto dopo la morte del figlio Connor, di 4 anni e mezzo, precipitato da un grattacielo di New York nel 1991.

Gli artisti introdotti due volte nella Hall of Fame

Più ampia, ma pur sempre esclusiva, è la lista del cosiddetto "The Clyde McPhatter Club", chiamato così in onore del pimo musicista ad essere stato introdotto due volte.

Ne fanno parte solo 23 artisti: Jeff Beck, Johnny Carter, David Crosby, Peter Gabriel, George Harrison, Michael Jackson, John Lennon, Curtis Mayfield, Paul McCartney, Clyde McPhatter, Graham Nash, Stevie Nicks, Jimmy Page, Lou Reed, Gregg Rolie, Paul Simon, Ringo Starr, Rod Stewart, Stephen Stills, Sammy Strain, Ron Wood e Neil Young, oltre, naturalmente, a Clapton

Ricordiamo che per essere ammessi alla Hall of Fame i singoli artisti o i gruppi, oltre ad aver giocato un ruolo di significativa influenza nella storia del rock and roll, devono aver inciso il primo disco da almeno 25 anni.

La Hall of Fame si compone di quattro categorie: Performers, Non-Performers, Early Influences e Sidemen.

Le perplessità sulla Fondazione

La perplessità maggiore riguardo all'inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame verte sulle discutibili modalità con cui vengono effettuate le nomine. Il processo è infatti controllato da pochi elementi, tra cui Jann Wenner il fondatore, il primo direttore della fondazione Suzan Evans e lo scrittore Dave Marsh.

Questo fa sì che le nomine siano influenzate più dai gusti soggettivi che da una oggettiva visione dell'influenza sul rock and roll.

Un'altra critica mossa alla Fondazione è quella di ammettere troppi artisti, permettendo l'ingresso anche a personaggi di secondaria importanza rispetto ai big esclusi.

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