Gabriele Antonucci

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Chissà in quanti avrebbero scommesso, nel 1990, su quel sedicenne dinoccolato e un po' discolo, con il ciuffo da bravo ragazzo, una voce ancora immatura e dalla simpatia contagiosa.

Ventisei anni fa è iniziata l'epopea dei Take That, di cui Robbie Williams è stato uno dei membri cardine, tra le boy band di maggior successo degli anni Novanta che ancora oggi richiama migliaia di fan nei loro concerti in giro per il mondo.
Uscire da una macchina da soldi come quelle dei Take That per intraprendere una rischiosa carriera solista è stato un atto certamente coraggioso da parte del cantante, ma gli ottimi risultati conseguiti confermano la bontà della scelta di correre da solo.

Oggi Robbie Williams, che è diventato da poco papà, è un artista e un uomo in pace con se stesso, dopo che i ben noti problemi di droga e di depressione hanno minato alcune fasi della carriera, caratterizzata da brusche cadute e da clamorosi successi.

Williams è un entertainer con i fiocchi o, se vogliamo usare un linguaggio più popolare, un vero e proprio animale da palcoscenico, in grado di coinvolgere, esaltare ed emozionare il pubblico come solo pochi altri frontman sono in grado di fare, ma al tempo stesso assolutamente convincente come cantante, con una voce che negli anni si è arricchita di maggiori sfumature e colori.

La sua carica e la sua contagiosa simpatia emergono compiutamente nel nuovo album The Heavy Entertainment Show, uscito oggi nei negozi fisici e digitali, il dodicesimo disco in studio ed il primo per Columbia Records/Sony Music. The Heavy Entertainment Show è disponibile sia in versione standard (con all’interno 11 canzoni), sia in versione deluxe con l’aggiunta di 5 brani ed un Dvd con all’interno la versione strumentale The Heavy Entertainment Show, il video ufficiale e il dietro le quinte di Party Like a Russian e uno speciale video track-by-track.

In una recente intervista per promuovere il nuovo lavoro discografico, l’artista ha dichiarato: “Stavo riflettendo sul concetto di ‘light entertainment’, ovvero tutti i più importanti show televisivi di quando ero un bambino, con 30 milioni di telespettatori davanti alla tv che condividevano insieme una grande esperienza. Ho pensato che a volte questo spettacolo può arrivare alle persone anche in modo forte e questo è per me “heavy entertainment”.

L'album segna il ritorno dello storico collaboratore Guy Chambers, a cui dobbiamo i più grandi successi degli anni Novanta come Angels, Feel e Let Me Entertain You.

The Heavy Entertainment Show è un album originale, divertente e brillante, con 11 brani completamente diversi l'uno dall'altro(un miracolo, nell'epoca degli album pop con canzoni-fotocopia) accomunati da una buona dose di teatralità e da una produzione impeccabile senza risultare fredda.

Prendete il singolo Party Like a Russian, che campiona Sergei Prokofiev: è un brano che cantato da chiunque altro risulterebbe sopra le righe e di cattivo gusto, eppure Robbie ha il raro dono di dare lustro, con la sua comunicativa, anche a brani discutibili, trasformando il ferro in oro da consumato alchimista delle sette note.

La title track The Heavy Entertainment Show, con i suoi archi cinematici, esalta la sua attitudine teatrale da entertainer vecchia scuola e conferma la sempre maggiore padronanza dei suoi mezzi espressivi.

Sensitive è un godibile pop-funk che sarebbe stato bene nella tracklist di Faith di George Michael, artista a cui Robbie si è spesso ispirato(si pensi che il suo primo singolo è stata la cover di Freedom). Sensational è un brano irresistibile, scandito da un muro di fiati, quasi un mix tra Kids e Millenium.

I duetti con John Grant nella suggestiva I Don’t Want To Hurt You e con Rufus Wainwright nella deliziosa Hotel Crazy funzionano a dovere, arricchendo di nuovi colori la tavolozza artistica dell'ex Take That. Davvero riuscito anche il brano realizzato con Ed Sheeran, Pretty Woman, con un ritmo incalzante che vi farà battere il piede sotto il tavolo, una canzone che, a nostro parere, ha un grande potenziale come singolo.

Love my life, invece, è un brano piuttosto piatto, all'insegna dell'ottimismo da libro di self help, ma un refrain banale come “I love my life / I am powerful / I am beautiful / I am me" non lo possiamo perdonare neanche a Robbie.

Poco male: The Heavy Entertainment Show è un album che non annoia mai, che richiede alcuni ascolti per essere apprezzato appieno e che potrebbe far accostare alla musica di Williams anche un nuovo pubblico.

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