Gabriele Antonucci

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Mentre il cd perde costantemente quote di mercato, salvo risollevarsi un poco durante le festività natalizie, lo streaming e la vendita di vinili continuano a crescere senza sosta.

Un dato apparentemente contraddittorio, che in realtà ha una spiegazione.

C’è una musica liquida, di facile fruizione e con una vita piuttosto breve, legata alla contingenza e al mero intrattenimento.

La si ascolta distrattamente sui telefonini e sui tablet, a volte si scarica sul proprio pc, ma dopo alcuni mesi ha concluso il suo ciclo e non ne resta più traccia.

Esiste, al contrario, una musica solida, ideata con un preciso concept, che necessita della massima qualità sonora e di un supporto destinato a durare nel tempo, magari da tramandare di padre in figlio.

Per questo il ritorno in grande stile del vinile, lungi dall’essere una moda passeggera degli hipster e degli inguaribili nostalgici dei bei tempi andati, appare come una buona notizia per la musica con ambizioni artistiche.

Basta fare un giro nei mediastore delle città italiane per accorgersi di come lo spazio dedicato ai 33 giri sia diventato oggi lo stesso, se non addirittura superiore, a quello per i cd.

Il tanto sbandierato sorpasso del vinile sul cd, però, ancora non c'è stato: il mercato dei "dischi neri" vale il 3,6% del mercato mondiale contro il 15,6% del compact disc (fonte Ifpi), mentre in Italia muove 13,6 milioni, contro i 47,1 milioni del cd (fonte Fimi). 

Il disco in vinile è un supporto analogico per la registrazione del suono introdotto per la prima volta nel 1948 dalla Columbia Records, la più antica etichetta statunitense.

Evoluzione del precedente 78 giri in gommalacca, i vinili venivano distribuiti in due diversi formati: gli LP a 33 giri, di dodici pollici di diametro, e i 45 giri da sette pollici.

Mediamente, un disco a 33 giri può contenere trenta-trentacinque minuti di registrazione per lato, una decina il 45 giri.

Fino a tutti gli anni Settanta e a inizio anni Ottanta, i dischi in vinile sono stati il supporto più utilizzato per la diffusione della musica, progressivamente soppiantati prima dalle audiocassette e poi dal compact disc, il primo supporto digitale.

Dietro al successo nel terzo millennio di un oggetto considerato “vintage”, si cela, in realtà, una tecnologia recente.

I vinili di oggi, soprattutto quelli da 180 grammi, sono molto diversi da quelli stampati 20-30 anni fa, grazie a dei software modernissimi che ci permettono di ascoltare una registrazione su disco come mai prima d’ora (ne sono un fulgido esempio le due raccolte “Masters” con le più belle canzoni di Lucio Battisti), con un sound vivo, aperto e limpido.

Sono necessari meno di 30 secondi per stampare un vinile.

Si parte dal pvc che, in una prima fase, è una specie di “polpetta”.

La polpetta viene poi posizionata sotto una pressa e diventa liquida con quattro secondi di vapore bollente.

Poi, quel liquido, dopo essere stato raffreddato in acqua, si solidifica e diventa il vinile che, alla fine, viene rifilato con una lama.

C’è anche da considerare la rivoluzione “slow” del vinile, a contrasto della velocità con la quale si consuma (è il caso di dirlo) la musica in streaming, con ascolti che si attestano mediamente sui 30 secondi a canzone.

La bellezza di stringere tra le mani una copertina che spesso è anch’essa un’opera d'arte, l'estrazione del disco dalla busta, il profumo della confezione appena stampata, il rumore della puntina che si adagia sul solco sono tutti riti che anticipano e, per certi versi, amplificano il piacere dell’ascolto di un 33 giri, formato che oggi ha soppiantato numericamenente il 45 giri, usato per i singoli.

Dalle casse di un buon impianto hi-fi (un investimento che ripaga per ogni euro speso) fuoriesce un suono caldo ed avvolgente, con tanto di fruscii e naturali rumori di fondo che la musica in formato digitale aveva cancellato e sterilizzato, che invita naturalmente a una maggiore attenzione, anche perché non è possibile “skippare” freneticamente da una canzone all’altra, se non alzandosi dalla poltrona per regolare la puntina sul disco.

Il libro “Mondo Vinile” di Marco Tesei

Il fenomeno è stato recentemente indagato dal giornalista e autore Marco Tesei nel libro Mondo Vinile. Stile, mode e avanguardie musicali in un pick-up (Zona Music Books).

“In questo libro provo a dipanare un percorso attorno al vinile”-afferma Tesei-“tra le suggestioni e le agnizioni che ne accompagnano la storia nel tempo, ricordi personali e numerose testimonianze di importanti personalità del mondo della musica e dello spettacolo. Non per storicizzarlo, quanto piuttosto accrescerne la suggestione, a beneficio di chi lo ama già e di quanti lo scopriranno da qui in avanti”.

L’autore è sicuro che il ritorno del vinile non è una moda passeggera: “Da alcuni anni il vinile sta vivendo una nuova primavera: apprezzato dagli estimatori per il suono “imperfetto”, ovvero soggetto a lievi distorsioni e irregolarità che gli conferiscono un’immediatezza e una naturalezza del tutto diverse dall’artefatta perfezione formale della musica digitale, la sua riscoperta riguarda non più solo un manipolo di nostalgici agé, ma anche giovani e giovanissimi. Attualmente, abbandonato il 45 giri, le case discografiche che hanno ripreso la produzione si concentrano sul 33 giri, e non sono pochi gli artisti che decidono di stampare o ristampare nuovi e vecchi album su vinile”.

Il libro apre un’ampia finestra sul variegato mondo del vinile, con tante interessanti curiosità e interviste a personaggi che - per mestiere, vocazione, passione - hanno a che fare con il vinile, tra cui Marta Boneschi, Massimo Bonelli, Massim Gasperini, Filippo De Fassi, Mario Pezzolla, Massimo Cotto, Mimmo Locasciulli, Dario Mondella, Silvana Casato, Guido Giazzi, Rolando Giambelli, Giordano Criscuolo, Carlo Montana, Claudio Pescetelli, Bruno Casini, Mariano Brustio, Francesco Spampinato, Grazia Paganelli, Marco Biondi, Nicola Iuppariello e Riccardo Russino.

Nel nostro mercato, il vinile ha anche una sua hit parade dedicata, una Top 100 redatta settimanalmente, mentre iniziative come il Record Store Day e le mostre mercato richiamano un numero sempre maggiore di appassionati.

Music Day Roma

Tra le manifestazioni più longeve del settore, spicca il Music Day Roma, patrocinato dalla Regione Lazio come Manifestazione di interesse culturale, che si terrà il primo dicembre, dalle ore 10 alle 19, all’Hotel NH Villa Carpegna (Via Pio IV, 6).

Il Music Day Roma vanta un ampio parterre standistico con decine di espositori provenienti da tutta Italia e dall’estero, proponendo dischi in vinile, cd, poster, riviste, oggettistica, memorabilia, a cui si affiancano gli incontri con i protagonisti del mondo musicale di ieri e di oggi, presentazioni di dischi, libri, dvd, dibattiti mai noiosi e sempre coinvolgenti su temi musicali.

Con una media che oscilla fra i 1.500 e i 2.000 visitatori, il MDR si è guadagnato nel corso degli anni un posto di assoluto rilievo nazionale, sia sotto il profilo collezionistico che sotto quello culturale, grazie alla lunga lista di importanti esponenti del mondo della musica e del cinema (le colonne sonore sono fra i dischi più ricercati dai collezionisti di vinile) che ha ospitato nel tempo.

Grazie al successo riscontrato l’organizzazione del Music Day è stata invitata a realizzare la prima “Fiera del disco” di Faenza nell’ambito del Meeting delle Etichette Indipendenti, ad Ottobre 2019, appuntamento già confermato per il prossimo anno.

Il più importante evento collezionistico della Capitale in ambito musicale propone come sempre, un’ampia area commerciale che accoglie oltre 50 espositori dov’è possibile trovare vinili di ogni genere, dalle chicche da collezione ai più amati Lp, parallelamente a importanti incontri culturali.

In questa occasione i protagonisti saranno Marco Giusti, storico autore Rai (Blob, Stracult, etc.) con la sua ultima fatica editoriale, il Dizionario Stracult della commedia sexy e Giovanni Savastano e Andrea Angeli Bufalini, autori del volume La Storia della Disco Music per Hoepli.

Alle ore 11.30, Marco Giusti presenterà “Dizionario Stracult della commedia sexy” (Bloodbuster), il suo nuovo saggio dedicato all’erotismo italico visto attraverso le lenti della commedia, che soprattutto negli anni ’70, visse una fortunata stagione di successi.

Insieme a lui alcune delle protagoniste di quei film e dei sogni erotici degli italiani di allora.

In perfetta coincidenza di tempo ed argomento verrà successivamente affrontato l’aspetto più strettamente musicale legato a quelle pellicole con la presentazione del cd “Nuda”, in cui sono presenti 21 brani tratti dalle colonne sonore di quei film, con musiche di Alessandro Alessandroni, Franco Campanino, Giacomo Dell’Orso, Gianni Ferrio, Nico Fidenco, Fabio Frizzi, Detto Mariano, Franco Micalizzi, Pulsar Music Ltd, Walter Rizzati, Enrico Simonetti alla presenza di alcuni dei Maestri citati.

Alle 15.30 sarà la volta della presentazione del volume “La Storia della Disco Music” (Hoepli) di Giovanni Savastano e Andrea Angeli Bufalini.

Il primo volume italiano che narra in prospettiva socio-culturale, la storia della Disco Music dalle originarie discotheques di Parigi alle sue radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica dell’Eurodisco, riservando sempre uno spazio alla prima Italo Disco.

Un melting pot sociale, culturale e sonoro, un fenomeno molto amato, ma anche molto osteggiato che, da movimento underground, si è evoluto in carismatico trend-setter di massa.

Il volume, ricco di racconti, aneddoti e citazioni, fornisce una mappa fondamentale per orientarsi tra varie correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticarne i personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna.

Un capitolo del libro è dedicato alla Italo Disco, rappresentata da alcuni dei suoi massimi esponenti, tra i quali Pietro Micioni, Claudio Simonetti e Claudio Casalini.

Moderano Martina Procaccini di Radio Dimensione Suono Roma e Angelo Martini, conduttore e musicista.

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