Musica

Il ritorno di Riccardo Muti alla Scala dopo dodici anni

Un concerto emozionante e trionfale. Con dedica alle vittime della tragedia abruzzese

Riccardo Muti

Simona Santoni

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Dopo dodici anni di assenza, Riccardo Muti è tornato nel tempio della musica meneghina. Con uno scrosciante successo. Quando venerdì sera, il 20 gennaio, il maestro ha salito i gradini del podio del Teatro alla Scala, che ha diretto dal 1986 al 2005, si è diffusa un'incredibile emozione, aumentata dalle sue toccanti parole sulla tragedia che ha colpito l'Abruzzo.

Sulla tappa milanese del tour europeo della Chicago Symphony Orchestra, diretta da Muti, gravava un forte senso di attesa. Ampiamente ripagato. Il concerto è stato anche l'occasione per festeggiare i novant'anni nella diagnostica per immagini del Gruppo Bracco, sostenitore dell'evento. I tanti ospiti di Diana e Fulvio Renoldi Bracco hanno regalato applausi lunghi e intesi, con una vera standing ovation alla fine del bis dedicato da Muti al Nabucco, opera con cui il maestro aveva iniziato la sua avventura di direttore d'orchestra. Agli applausi di una Scala partecipe e appassionata, si sono uniti quelli di due celebri colleghi direttori d'orchestra presenti tra il pubblico, Riccardo Chailly e Zubin Mehta.

"Muti ci ha emozionato e ha saputo raggiungere il cuore delle persone", ha detto Diana Bracco, presidente del Gruppo e melomane. Numerosi esponenti dell'economia e autorità a fine concerto hanno voluto brindare all'anniversario dell'azienda eccellenza italiana, nel Ridotto Toscanini del Teatro alla Scala, dal ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini al sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal presidente della Bocconi ed ex premier Mario Monti al presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli.

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