Rihanna e il video choc: molto rumore per nulla

"Bitch better have my money", grazie a scene di violenza e nudità, ha già superato 18 milioni di views

Rihanna

Rihanna – Credits: Ufficio stampa

Gabriele Antonucci

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Per chi si occupa di musica l'estate, a parte le recensioni dei numerosi e importanti concerti all'aperto, offre pochi spunti giornalistici.

Forse questo spiega l'eccessiva polemica per il video di Bitch better have my money di Rihanna. Per chi non l'avesse ancora visto(e sinceramente non vi perdete nulla, se non 7 minuti della vostra vita), il video racconta il rapimento e le ripetute torture di una bella e facoltosa signora dell'upper class americana ad opera di una gang di tre donne spietate. Dopo una sequela di inquadrature compiaciute di coltelli, bondage, droghe e sesso lesbico, la clip si conclude con l'uccisione della malcapitata.

Qualsisi persona dotata di un minimo di senso critico e di buon gusto, dopo aver visto il video, non può che associarsi al colorito giudizio che Paolo Villaggio, ne Il secondo tragico Fantozzi, affibbiò a La corazzata Potëmkin: una boiata(eufemismo)pazzesca.

Già ci immaginiamo le argomentazioni di chi si schiererà a favore di questa "opera": l'arte deve essere libera e suscitare reazioni anche forti, nel video è apprezzabile l'omaggio a Tarantino, chi si scandalizza è un bacchettone e un moralista condizionato dall'educazione cattolica, e via dicendo.

In realtà è tutto molto semplice: un video così nasce con l'intento dichiarato di dividere in due il pubblico, tra favorevoli e detrattori, di alimentare un dibattito e, in questo modo, di aumentare in modo esponenziale le visualizzazioni su Youtube, ormai il parametro pincipe per giudicare il successo di una canzone, e, in ultima battuta, di rimpinguare le già ricche casse delle cantante delle Barbados.

Rihanna, che conosce molto bene questi meccanismi promozionali, ha già raggiunto il suo scopo: fiumi di inchiostro versato per il suo nuovo video e già oltre 18 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Una piccola digressione personale: siamo reduci dallo straordinario concerto di D'Angelo a Roma, il re del neo soul, che ha incantato per un'ora e mezza il pubblico senza neanche un video alle spalle, una coreografia di ballerini o un palcoscenico a forma d'astronave. L'unico vero spettacolo era la musica, suonata con passione, tecnica e gusto. La musica parlava da sola, non c'era bisogno di alcuna sovrastruttura.

Quando si concepisce un video come quello di Bitch better have my money, è evidente l'obiettivo di spostare l'attenzione dalla musica ad altro, che non ha nulla a che fare con la composizione, con la melodia e con l'armonia.

Perchè l'unico vero scandalo è la bruttezza e l'inconsistenza di questa canzone.

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