Da Rihanna alle Butcher Babies: la carica delle cattive ragazze

Chi domina il mercato discografico? Le bad girl, naturalmente

Heidi e Carla delle Butcher Babies – Credits: Spingo

Gianni Poglio

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Si presentano avvolte da una nuvola di profumo alla rosa, compresse in canottiere così attillate da sembrare cucite sulla pelle. Sono Heidi Shepherd e Carla Harvey, due american beauty doc, diventate famose da poco, dopo aver abbandonato la patinata mansion di Playboy Channel per reinventarsi come cantanti di una delle heavy metal band più popolari degli Stati Uniti. Basta il nome: Butcher Babies.Sono le ultime di una lunga serie di cattive ragazze che promuovono la loro musica attraverso il più efficace dei segmenti del marketing: la trasgressione.  Una trasgressione 2.0: niente siringhe (al massimo qualche spinello), nasi che sanguinano o dichiarazioni blasfeme. L’intero business ruota intorno a una questione di centimetri, i centimetri di pelle scoperta.Le bad girl comprano un tanga, lo indossano e postano il selfie su Twitter (vedi Rihanna) oppure, come Miley Cyrus, girano un video e si mostrano seminude sotto le lenzuola mimando masturbazioni ed orgasmi. Tutta fiction, ma funziona.

L’ultimo caso? Sky Ferreira, intrigante cantante-modella ventunenne, che, per la cover del suo primo album, ha pensato bene di farsi immortalare in topless sotto la doccia. Twitter, le cui rigide regole in materia di nudità sono note, ha subito rimosso l’immagine del disco e lei non ha perso l’occasione per innescare un’infinita polemica virale: "Non capisco quale sia il problema con i miei capezzoli". Tutto chiaro: si chiama pubblicità gratuita.

Non è soltanto una questione di visibilità: la strategia delle cattive ragazze pop rock non è altro che un rapido adattamento ai più recenti standard della popolarità. La classifica di riferimento del music business di oggi è la Top 50 Social del magazine  Billboard. I parametri in base ai quali li viene stilata settimanalmente dicono molto: il numero di amici su Facebook e di followers su Twitter, le visualizzazioni su Youtube e i clic sulla pagina Wikipedia. E le vendite dei dischi? Irrilevanti. Insomma, avere grandi numeri sul web è diventato parte essenziale del mestiere, esattamente come scrivere una canzone o fare un concerto. Ecco perché vale tutto.

In questo contesto non poteva passare inosservata l’incredibile storia di Carla e Heidi, ex conduttrici di Playboy Tv & Radio, ora prestate a una band spaccatimpani di quelle che piacciono tanto nel midwest d’America. Dal regno del nudo griffato ai club birra e rock and roll di Colorado, Utah, Michigan, Arizona e Ohio. "Nel precedente lavoro" raccontano volevano che ci presentassimo in mingonna anche per parlare in radio. Troppa attenzione al corpo e troppo poca al talento e alle qualità professionali". Adesso, invece, ricordiamo ad entrambe, con un pizzico di ironia, si presentano in scena in minigonna con due laccetti neri di nastro adesivo sui capezzoli e cantano amenità tipo I smell a massacre. Più sobrie di così... "Per fare musica ci vuole il cervello, per posare davanti a una telecamera serve solo un fisico" replicano abbozzando. 

Tutto aiuta nell’era del marketing della trasgressione. A volte, anche Hollywood. Ne sa qualcosa Rita Ora, 24 anni, cantante e attrice inglese di origine kosovara, a un passo dal diventare una celebrità mondiale. All’ormai famoso bacio sulla bocca con Eva Cavalli, moglie di Roberto, e alle foto in topless per il divo della fotografia, Terry Richardson, si aggiunge ora un colpo di quelli che fanno la differenza. Miss Ora sarà Mia Grey in Fifty Shades Of Grey, il film tratto dal best seller a tinte fetish 50 sfumature di grigio. "Sono vincolata al segreto su quello che succede durante le riprese" spiega "ma posso assicurare che c’è una scena davvero molto piccante di cui si parlerà a lungo".

Costanza e pianificazione sono i criteri per rimanere nell’inner circle delle star provocanti che collezionano milioni di clic anche senza sfornare musica nuova. Rihanna è la regina del genere. Un po’ di nudità e qualche flirt (spesso immaginario) sono i suoi cavalli di battaglia. Nei giorni scorsi si è presentata al Council of Fashion Designers a New York con un abito totalmente trasparente decorato da 216 mila cristalli Swaroski. E la rete è impazzita. Poi, si è fatta immortalare al ristorante con Chris Martin, il leader dei Coldplay, che di recente si è separato da Gwyneth Paltrow. Sono spregiudicate le giovani e cattive ragazze del pop. Molto più dei colleghi coetanei,  rimasti un passo indietro nell’arte della trasgressione ad uso virale. Persino i rapper più duri, come Eminem e 50 Cent, si sono dati una calmata.

Tutti, tranne Justin Bieber, l’ex idolo teen con la faccia da bravo ragazzo.  Adesso vomita sul palco, lancia uova marce sulla porta del vicino di casa, si fa riprendere mentre urina in un secchio urlando Fuck Bill Clinton o mentre morde il capezzolo di una spogliarellista in un club. Troppo per credere ad una strategia studiata a tavolino.

"Ma li avete visti i ragazzi delle rock band di oggi?" si chiedono provocatoriamente Carla ed Heidi "Sono molli, si vestono come fattorini e hanno il culto del politicamente corretto". Loro no. Nel mezzo dei concerti scendono dal palco, si fanno largo tra la folla e iniziano a cantare a squarciagola creando il vuoto. "Giusto per dimostrare che, almeno nella musica, il sesso debole non esiste più» sottolineano. Si è fatto tardi, e le due ex ragazze Playboy salgono sul tour bus verso l’ennesimo show del tour. "Stanche noi? Ci vuole ben altro".

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