Addio a Richie Havens, la voce che aprì Woodstock

Se ne va il vocalist che aveva esordito al Greenwich Village nei Sessanta

Richie Havens (Getty Images)

Tony Romano

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Cantava la libertà, quella stessa libertà che egli stesso trasformò in un inno generazionale davanti ad una folla immensa. Era il 1969 e Richie Havens fu l'uomo che ebbe l'onore e l'onere di aprire un concerto evento come quello di Woodstock trasformando lui stesso un semplice cantante folk in star. Richie era un cantante di strada, cresciuto tra locali newyorchesi che riuscì a mischiare folk, blues, rock e improvvisazione creando un genere tutto suo, basato sulla ritmica ricreata dalla mano destra che battendo e strappando le corde della sua chitarra con fare percussivo.

Tra i suoi successi, Just line a woman, What about me, la beatlesiana Here comes the sun e la sua incredibile Freedom che in realtà fu il frutto di una totale improvvisazione nata sul palco di Woodstock e suonata sulla base di un classico come Motherless Child.Nella sua carriera ricordiamo pure Commons Ground, un album prodotto da Pino Daniele e l'inserimento della sua Freedom, nella colonna sonora dell'ultimo capolavoro di Quentin Tarantino, Django Unchained. Richie si è spento ieri stroncato da un attacco di cuore, un cuore che ha conosciuto la libertà e che adesso è finalmente libero di battere e scandire il ritmo come solo lui sapeva fare, magari in un nuovo mondo, dove la parola Freedom non è solamente una bella canzone.

Richie Havens: Here comes the sun

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