Musica

Riccardo Romano, "B612", l'opera rock ispirata a Il piccolo Principe

Il tastierista, leader del progetto Riccardo Romano Land, pubblica il disco dedicato al capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry

B612 copertina

Monica Franzon

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B612 è il primo album interamente scritto e interpretato da Riccardo Romano, poliedrico artista che vanta collaborazioni con artisti come Steve Rothery e Steve Hogarth (Marillion) e con Dave Foster.

L’idea nasce nel 2000 ma prende corpo qualche anno dopo, quando Riccardo Romano scrive Invisible to the eyes, il principe e la Rosa: un brano compiuto, che sta in piedi da solo. Attorno al pezzo, nel 2012, si svilupperà una vera e propria opera progressive rock che ridisegna, in maniera del tutto originale, un grande classico della letteratura: Il piccolo Principe.

"Ho scelto di scrivere un’opera rock" spiega Romano "e non un concept album perché mi dava la possibilità di utilizzare una narrazione, non solo un filo conduttore, e di per poter coinvolgere diversi cantanti, con una struttura che si avvicinasse molto all’opera lirica. Mi sono ispirato ad un disco forse troppo poco conosciuto di Peter Gabriel: Ovo".

Ha l'andamento di un'opera completa completa B612, che già al primo ascolto prende forma, si materializza, e scorre come una moviola. Laughing star (Part one) accompagna lungo il percorso con la calda voce di ‘Le renard’ , personaggio chiave anche nel racconto originale.

L’album si sviluppa attraverso un intreccio di narrazioni: "Ho fatto in modo che racchiudesse chiavi di lettura diverse che scorrono su tre livelli: lettura del libro, vita personale di Saint-Exupéry e vita dell’autore. Quest’album sono io".

B612 va osservato dall’alto e poi avvicinato con discrezione e attenzione, per poterne scoprire le molteplici sfumature. La title track, B612, ad esempio, ti catapulta in un vortice di suoni, parole, sensazioni, mentre Letter, magistralmente interpretata da Jennifer Rothery (in arte SYLF) narra del Principe e della Rosa, la sua tormentata Rosa...

The Snake è una metafora della morte in cui Steve Hogarth, il frontman dei Marillion ci offre il suo lato più oscuro e demoniaco (per questo brano, H si è inventato letteralmente un personaggio. scrivendo testo e melodia). Ottima anche The King, un travolgente swing cantato da Martin Jakubski (SRB).

Un ritmo serrato quello dell'album, che raggiunge il suo apice con Dragonfly e The Lamplighter. "Dragonfly è dedicata a Saint-Exupéry" racconta l'autore, "un’opera nell’opera che canta la vita sentimentale e tormentata dalla guerra dell'autore che perde la vita abbattuto in volo. The Lamplighter è la canzone che più mi rappresenta, metafora del lampionaio che accende una piccola luce per te, con entusiasmo, anche se qualche volta in affanno". 

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