Renzo Rubino: il bello di ritornare a Sanremo

Dopo l'exploit dell'anno scorso, quando arrivò terzo tra i Giovani, il giovane cantautore pugliese torna al Festival, stavolta nella categoria Campioni - L'esibizione a Panorama Unplugged

Renzo Rubino – Credits: Ufficio stampa Warner

Alberto Rivaroli

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Se è nervoso, lo nasconde molto bene: la sua voce è squillante, sembra quella di un ragazzo che sta per partire per le vacanze.

"Sono felice, orgoglioso, in pace con me stesso: davvero, non potrei sentirmi meglio". Renzo Rubino, 25 anni a marzo, è il più giovane tra i partecipanti al Festival di Sanremo 2014 nella categoria Campioni: l'anno scorso, inserito tra i Giovani, arrivò terzo con Il postino (amami uomo), conquistando anche il premio della Critica. Quest'anno è entrato nel giro grosso, ma non ha perso un grammo della sua spontaneità e racconta con semplicità la sua voglia di lasciare un segno con le due canzoni che presenterà in gara, Ora e Per sempre e poi basta.

 

Renzo, è passato solo un anno ma ne hai fatta di strada.

"Che posso dire? È incredibile! Sanremo mi ha portato fortuna, e anche se so che mi attendono giorni pieni di tensione non riesco a farmi innervosire da polemiche, dietrologie, malignità: sono solo determinato a sfruttare il palcoscenico del festival per far arrivare la mia muisca al maggior numero possibile di persone. Ho fatto tanta gavetta, e mi sono impegnato per seguire la mia strada senza lasciarmi condizionare da mode e tendenze che con me non avevano niente a che fare. Credo di avercela fatta, e ho l'ambizione di far emergere la mia originalità".

Di cosa parlano i brani che porti in gara?

"Ora descrive uno stato d'animo che prima o poi tutti proviamo: un senso di insoddisfazione nei confronti della vita, che a volte impedisce di affrontare con lucidità i problemi quotidiani. Alla fine, però, prevale sempre l'ottimismo. Per sempre e poi basta racconta invece la prima sofferenza per amore: è una canzone autobiografica, dalle sonorità quasi operistiche, che non sprigiona rabbia né rancore, ma semplicemente malinconia".

Parliamo di «Secondo Rubino», il tuo nuovo album che uscirà il 20 febbraio.

"Comprende 11 brani e parla di me, dei miei stati d'animo, delle mie risate e delle mie lacrime. Un tema centrale è la memoria: credo che la nostalgia sia un sentimento molto bello da provare, e comunque sono convinto che sia impossibile affrontare il presente senza fare tesoro di quello che è accaduto prima. Quando rifletto sul passato, mi sento una persona migliore, più sicura e serena. Quanto alla musica, ho cercato di restare fedele al mio stile, mescolando sperimentazione e atmosfere classiche".

Hai in programma un tour?

"Sì, stiamo lavorando per organizzarlo in tre fasi: primavera, estate e poi una coda autunnale nella quale mi piacerebbe portare le mie canzioni all'estero. Per il momento però mi concentro sull'Italia, e cerco location particolarmente suggestive, dove la musica possa essere anche bella da vedere".

In conclusione, dicci la verità sull'«incidente» quando sei andato ospite all'Edicola di Fiorello: sembrava che tu avessi accennato uno dei tuoi brani, violando il regolamento del festival e rischiando l'esclusione.

"Posso essere sincero? Mi sono sbellicato dalle risate! L'idea è stata di Fiorello, un vero idolo, e io gli ho dato corda lasciando credere che si stesse consumando uno scandalo... Del resto a me piace scherzare, e trovo che un po' di leggerezza faccia bene al nostro ambiente. Alla fine però mi è rimasto un dubbio: ma c'è davvero qualcuno che ha creduto che avrei rischiato di non andare a Sanremo per cantare in un'edicola all'alba?"

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