Gianni Poglio

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Non sono molte le band le band che hanno uno spettro sonoro grande come quello dei Red Hot. The getaway, diciamolo subito, è un album convincente, che tiene insieme funk, pop rock, disco, new wave, Led Zeppelin, sprazzi di Prince, Funkadelic, Beatles e persino Pink Floyd in Dreams of a samurai. 

Lo ha prodotto Danger Mouse (coautore anche di 5 brani), un super professionista che in studio di registrazione fa la differenza (con lui anche l'arrangiatore italiano Daniele Luppi che si occupa degli archi).

Il risultato è un disco riflessivo, a tratti malinconico, ma musicalmente validissimo, una perla nel mare di album inutili o quasi che si susseguono senza infamia ma anche senza lode. 

The Getaway, mixato da Nigel Godrich, noto per il suo lavoro con i Radiohead, è una vera svolta sonora per la band di Flea. Sono i Red Hot con una marcia più, con una reale voglia di innovare. Kiedis e soci non si sono limitati a un'operazione di riverniciatura, tipo "mettiamo qualche beat elettronico per sentirci contemporanei".

Per godere di tanta densità sonora servono volume alto, buone cuffie e la predisposizione per ascoltare il disco dall'inizio alla fine. Noi lo abbiamo fatto e per questo vi consigliamo di fare altrettanto.

Tra i brani migliori, Dark Necessites, We turn red, The longest wave, Sick Love (con Elton John al piano), The Hunter e Dreams of a samurai (ottima la prova della vocalist Beverley Chitwood).

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