Gaspard de la nuit di Ravel: il capolavoro pianistico del Novecento

La pura bellezza di un'opera senza tempo

Maurice Ravel (Getty Images)

Nazzareno Carusi

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Il Gaspard de la Nuit di Ravel (con i Preludi di Debussy, la Sonata per due pianoforti e percussione di Bartok, la Sonata di Berg, la Sesta Sonata di Prokofiev, le Goyescas di Granados, la Ciaccona della Gubaidulina, la Seconda Sonata di Boulez, il Secondo e il Terzo Concerto di Rachmaninoff) è fra i massimi monumenti pianistici del Novecento. Un gioiello a tre facce che ha il suo centro nella freddezza mortale del si bemolle continuamente spendagliato dalla Forca (Le gibet), a far da contrappeso ai guizzi bagnati dell'Ondina e a quelli elettrici di Scarbo. 
Suonare vuol dire possedere anche fisicamente la partitura e le sue difficoltà (in certi casi, come questo) atletiche. E allora chi affronti e renda quest'opera in tutti i fulmini che ha, può davvero definirsi un pianista colossale. 
Il più grande fu Arturo Benedetti Michelangeli: la purezza del suono e della musica in due mani e una testa d'aristocrazia e perfezione inarrivabili.
Poi Ivo Pogorelich, unico a stargli pari. Tanto memorabile, che per immaginare il pianoforte fra cent'anni bastano la dolcezza d'acciaio e la drammatica bellezza del suo suono.
Fra queste Colonne d'Ercole passa Alessandra Àmmara, il cui Gaspard è dentro un nuovissimo disco dedicato ai capolavori di Ravel. La conosco dal Conservatorio di Firenze, metà degli anni '80. Un fenomeno, e così è rimasta. Il bello è che oltre Gibilterra ha trovato un mare aperto nel quale naviga a suo completo agio. Grande, grandissima Alessandra.
Twitter: @NazzarenoCarusi
Crediti:
Arturo Benedetti Michelangeli
Ravel - Gaspard de la Nuit
BBC (registrazione del 1959)
MEMORIA ABM DIVOX (registrazione del 1987)
Ivo Pogorelich
Ravel - Gaspard de la Nuit
DEUTSCHE GRAMMOPHON (registrazione del 1983)
Alessandra Àmmara
Ravel - Piano Masterworks
ARTS (2013)

   
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