Gabriele Antonucci

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Luigi Tenco, morto 51 anni fa a Sanremo in circostanze mai del tutto chiarite, ha scritto alcune delle più belle canzoni italiane ed è stato, come diceva Fabrizio De André, il primo vero cantautore, capace di rinnovare il linguaggio della canzone d'amore e di dargli inediti significati politici.

Tra le sue canzoni più belle, influenzate dalla passione per il jazz americano e per il crooning d'autore, ricordiamo Mi sono innamorato di te, Vedrai vedrai, Lontano lontano, Un giorno dopo l'altro, Ragazzo mio, Ciao amore ciao, Se stasera sono qui e Ho capito che ti amo.

Da 42 anni il grande cantautore di Cassine presta il suo nome alla più longeva e prestigiosa rassegna italiana dedicata alla canzone d'autore, il Premio Tenco, la cui edizione 2018, in linea con la decisione del Club Tenco, è dedicata interamente al tema Migrans – Uomini, idee, musiche.

«Il titolo Migrans – ha spiegato in una nota il Responsabile artistico del Club Tenco, Sergio Secondiano Sacchi – fa riferimento non soltanto all’ineludibile tema dei flussi migratori, di cui si parlerà soprattutto nei pomeriggi e di cui l’opera di Michelangelo Pistoletto La Venere degli stracci, scenografia in teatro, fungerà da costante richiamo visivo, ma a tutto ciò che riguarda l’attraversamento di confini: temporali, geografici, linguistici, culturali, musicali. Quindi, uomini, idee, musiche».

La Rassegna della Canzone D'Autore, ospitata al Teatro Ariston di Sanremo dal 18 al 20 ottobre, ha assegnato quest'anno il Premio Tenco a Zucchero, Adamo e a Carlo Petrini come operatore culturale.

Questa la motivazione del Premio Tenco al bluesman emilano: "Altro che figlio dell’Appennino, trattasi di Migrans a tutto tondo. Ha invaso con le sue canzoni i territori più ambiti e meno frequentati dalla canzone italiana. Il suo successo ha riguardato non solo i paesi e i mercati latini e dell’est Europa, tradizionalmente più prossimi a noi, ma ha conquistato anche quelli anglosassoni e nord-americani, i più difficili e ostici. Nel riuscirci, si è inserito di prepotenza nel ristretto gotha degli artisti internazionali".

Zucchero, un artista glocal

Un merito che viene universalmente riconosciuto ad Adelmo Fornaciari, meglio conosciuto come Zucchero, è quello di aver sdoganato anche in Italia un genere affascinante come il blues.

Migliaia di chilometri separano il Delta del Missisipi, dove è nata questa musica per alleviare la raccolta del cotone nei campi, da Roncocesi, un paesino in provincia di Reggio Emilia dove è nato Fornaciari.

Zucchero è riuscito ad accorciare queste enormi distanze grazie alla sua voce roca e passionale, al suo gusto melodico che ne addolcisce le asprezze, alla forza e all’irriverenza dei suoi testi.

«Ha una voce sexy come un whisky invecchiato in una botte di quercia. Ha i capelli da leone e un’anima da poeta», ha detto di lui Bono Vox, il frontman degli U2.

Davvero impressionante la lista delle sue collaborazioni: basti citare, tra i molti, Miles Davis, Eric Clapton, Bono Vox, Sting, Mark Knopfler, Queen, Brian Wilson, B.B.King, Luciano Pavarotti e Tom Jones.

Zucchero è l’unico artista italiano ad essere stato invitato al leggendario show del 1992 in memoria di Freddie Mercury al Wembley Stadium di Londra e alla riedizione del Festival di Woodstock nel 1994 .

Per la sua ultima fatica discografica Black Cat del 2016, l’artista emiliano ha chiamato a raccolta un team all star di produttori, formato da Don Was(Rolling Stones, Bob Dylan), Brendan O'Brien(Bruce Springsteen, Pearl Jam, AC/DC, Aerosmith) e T-Bone Burnett(Roy Orbison e Elvis Costello).

Un disco ambizioso e glocal, con radici saldamente piantate in Emilia, ma con un respiro internazionale raro da trovare in un album italiano.

Black Cat è probabilmente, dopo gli inarrivabili Blue’s e Oro incenso e birra, uno dei migliori album della straordinaria carriera di Zucchero, grazie alla tensione continua tra carne e spirito, tra irriverenza e introspezione, tra dolorosa consapevolezza e leggiadra speranza.

Il racconto della prima serata

L'esibizione di Zucchero, naturalmente, è stato il culmine della prima serata di Migrans, che si è aperta con l'applauditissima versione di Lontano Lontano di Tenco eseguita con grande autorevolezza da Elisa, una delle più belle voci femminili italiane.

"Stare qui è un'emozione enorme e un grande onore, Grazie per avermi invitata", ha dichiarato Elisa, che ha terminato la sua esibizione con Luce (tramonti a nord est), scritta a quattro mani con Zucchero, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2001.

La serata è statacpresentata dal "padrone di casa" del Premio Tenco, Antonio Silva, affiancato per la prima volta da Morgan. "Il Tenco è una riserva naturale dove si protegge il cantautore - ha dichiarato l'eclettico artista- un luogo dello spirito, dove sono passati tutti i più grandi cantanti italiani".

Edoardo De Angelis e Neri Marcorè hanno presentato quattro canzoni (Lella, Speranza Disperata, Padre Nostro e Mio fratello che guardi il mondo di Fossati) e un intenso monolgo sull'immigrazione recitato da Marcorè.

Virtuosimo tecnico e grande feeling hanno caratterizzato l'esibizione del duo Papia & Capurso, che hanno omaggiato tre giganti della musica brasiliana nonché Premi Tenco come Jobim, De Moraes e Buarque, nel “simposio” tra la chitarra flamenca 7 corde e l’inedita doppia chitarra elettrica 7 corde.

Ormai di casa sul palco del Teatro Ariston, dove hanno sfiorato la vittoria all'ultimo Festival di Sanremo, lo Stato Sociale ha presentato in versione unplugged alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui il tormentone Una vita in vacanza.

"Fa un bell'effetto tornare qua, ancora in maglietta - ha dichiarato Lodo Guenzi, nuovo giudice di X Factor al posto di Asia Argento- In questi giorni si parla molto di confini, è una vittoria che si parli di ciò che è inammissibile e di chi si rende complice di centinaia di morti. La penultima serata di Sanremo è stata importantissima per me, ci hanno affiancato sul palco Paolo Rossi, che è uno dei miei idoli, e il Coro dell'Antoniano. Gli unici due che quella sera non si divertivano tra il pubblico erano Salvini e la sua compagna"

Di grande suggestione la performance dell’artista e cantautrice siculo-belga Sighanda, prima dell'esibizione più attesa, quella di Zucchero che nei camerini aveva confessato a Morgan di essere nervoso perché era la prima volta che suonava in acustico.

Morgan lo ha presentato come "un artista conosciuto in tutto il mondo che, partendo dai cantautori, ha inserito nella sua musica il blues e il soul,alternando nei testi giochi di parole e formule poetiche".

"Sono contento di vedere il Teatro Ariston come dovrebbe essere -ha dichiarato il bluesman emiliano- senza scale né lumini. Inoltre stasera le orecchie sono più fini del solito".

Il primo brano è una magnifica versione unplugged di Dune mosse, uno dei vertici artistici del capolavoro Blue's del 1987, che nell'album è impreziosito da un assolo da brividi di Miles Davis.

Sugar convince anche senza l'ausilio della sua straordinaria band, accompagnato solo da due chitarre, che esaltano la sua voce duttile e ricca di feeling nel trittico Il Suono Della Domenica,E' un peccato morir e nella recente Che si arrende, versione italiana di Streets Of Surrender (S.O.S.), arioso inno alla libertà, una canzone contro l’odio scritta da Bono Vox dopo il terribile attentato terroristico al Bataclan di Parigi, nel novembre del 2015.

Zucchero è un artista di caratura internazionale in grado di intercettare (cosa più unica che rara) sia il grande pubblico che gli amanti della canzone d'autore, come confermano le sue feconde collaborazioni con Gino Paoli (Hey man e Come il sole all'improvviso), Francesco Guccini (I tempi cambieranno) e Francesco De Gregori (Diamante), non a caso tra i brani più applauditi giovedì sera dal pubblico del Premio Tenco.

"Suonare in acustico è molto più difficile rispetto a quando sei avvolto dalla ritmica -sottolinea Zucchero- si sente ogni errore, spero che mi scuserete".

A giudicare dagli applausi fragorosi del pubblico del Teatro Ariston, gli errori non sono stati molti, anzi.

Così celeste si conferma ancora una volta come una delle più belle canzoni italiane degli ultimi vent'anni, mentre l'icastica Voci "parla delle mie radici. Sono lolto legato all'Emilia, anche se da molti anni vivo in Toscana: piu invecchi, piu le radici diventano grosse".

Prima di chiudere il suo set con la commovente Diamante, che ha fatto scattare una meritata stamding ovation, Zucchero si è congedato con queste parole: "Grazie per avermi accompagnato in questa serata bella, calda, speciale".

Il bis è affidato all'energica Love is all around, dove il bluesman viene affiancato da Morgan in versione pianista ritmico alla Ray Charles.

Il programma delle serate di venerdì e sabato

Venerdì 19 ottobre sarà la volta di Simone Cristicchi, della giovane cantautrice Giua e poi Alessio Lega che canterà anche un brano con Elena Frolova . Arriverà poi la cantante e attrice teatrale Tosca, la musica di confine di Davide Van De Sfroos e una delle figure più interessanti e innovative attuali dell’hip pop made in Italy, Willie Peyote. Nella stessa serata, il sociologo, scrittore e fondatore dell’associazione Slow Food, Carlo Petrini ritirerà il Premio Tenco operatore culturale. Intervengono David Riondino & Enrico Rustici.

Sabato 20 ottobre sul palco del Teatro Ariston salirà l’altro Premio Tenco 2018, Adamo, quindi Pippo Pollina, e tutti i vincitori delle Targhe Tenco 2018: Motta (Disco in assoluto), Giuseppe Anastasi(Opera prima), Mirkoeilcane (Canzone singola), Fabio Cinti (Interprete di canzoni), Francesc Incudine (Album in dialetto) e un rappresentante diVoci per la libertà/ Una canzone per Amnesty. Intervengono David Riondino & Enrico Rustici.

Le Targhe Tenco sono votate dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti, esperti e critici musicali.

I libri del Club Tenco

Altra novità dell’edizione 2018, nasce la collana I libri del Club Tenco, in collaborazione con Squilibri editore, ed è proprio il Premio Tenco l’occasione per la presentazione in anteprima. Si parte con ben 3 libri: Giorgio Gaber di Luciano Ceri, Bulat Okudžava di Giulia De Florio e Vent’anni di Sessantotto – Gli avvenimenti e le canzoni che hanno raccontato un’epoca di Sergio Secondiano Sacchi, Sergio Staino e Steven Forti.

A partire dal 18 ottobre, sarà, inoltre, a disposizione Il Cantautore, storica rivista di cui è produttore il Club Tenco, con dettagli e approfondimenti sulla Rassegna 2018 e sugli artisti che ne prenderanno parte, con interventi e articoli di artisti e profilati addetti del settore.

La Rassegna della Canzone d’Autore (Premio Tenco 2018) è organizzata dal Club Tenco con il contributo del Comune di Sanremo, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Casinò di Sanremo, Regione Liguria, Camera di Commercio delle Riviere di Liguria, Coop Liguria e Royal Hotel.

A firmare la regia del Premio Tenco 2018 sono Arturo Minozzi (già regista per Rai e Sky) e Giuseppe Marco Albano. Direttore della fotografia, Marco Lucarelli.

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