Gabriele Antonucci

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Grinta e dolcezza, virtuosismo chitarristico e cantabilità, ricerca di nuove sonorità, ma sempre al servizio della forma canzone.

Sono questi i motivi che hanno permesso a Pino Daniele di restare sulla cresta dell’onda per trentotto anni, allargando costantemente i suoi confini musicali senza mai tradire le sue radici partenopee.

Lo straordinario moto di commozione e di dolore che il 4 gennaio 2015 ha accompagnato la morte prematura di Pino Daniele ha dimostrato il grande impatto che l’artista napoletano ha avuto nella musica e nel costume italiano.

Un grande concerto-tributo il 7 giugno

La città di Napoli si stringerà ancora una volta accanto a uno dei suoi figli più illustri il 7 giugno, nella suggestiva cornice dello stadio San Paolo che ospiterà il concerto-tributo "Pino è", al quale parteciperanno tanti big della canzone italiana.

Davvero impressionante l'elenco dei nomi degli artisti che hanno confermato la loro presenza all'evento in memoria del grande cantautore napoletano: Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Mario Biondi, Francesco De Gregori,Tullio De Piscopo, Elisa, Emma, Tony Esposito, Giorgia, J-Ax, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Eros Ramazzotti, Ron, Tiromancino, Giuliano Sangiorgi, James Senese e Antonello Venditti.

Non potranno mancare le band storiche di Pino Daniele, Vai mo’ e Nero a Metà, amici, prima che colleghi, che hanno condiviso con Pino momenti di musica e di vita negli oltre 40 anni di carriera del cantautore napoletano.

Il rapporto speciale con Jovanotti ed Eros Ramazzotti

Non poteva mancare Jovanotti che, presentando alla stampa il suo nuovo album “Oh, Vita!”, aveva dichiarato: “Se ci sarà un concerto in onore di Pino Daniele, io ci sarò”.

Proprio Lorenzo, insieme a Eros Ramazzotti, è stato protagonista, il 26 luglio del 2015 allo stadio San Paolo, del più grande tributo realizzato finora al "nero a metà", a ventuno anni dallo storico concerto che aveva visto Jovanotti, Ramazzotti e Pino insieme sullo stesso palco.

“Pino Daniele è stato un artista enorme, un vero gigante, il tempo non farà altro che consolidare questa sua immensa importanza per la musica e per la cultura dei nostro paese” ha dichiarato Lorenzo.

Per Eros “Questo omaggio ci è venuto dal cuore, senza nessun tipo di calcolo, senza alcuna premeditazione, ma quando è stato il momento ad entrambi trovarci su quel palco è sembrata la cosa più giusta da fare” .

Gli album simbolo di Pino rimasterizzati

Dopo il grande successo del cofanetto Quando, una delle strenne natalizie più apprerzzate dagli appasionati di musica, la Warner Music, in collaborazione con la fondazione Pino Daniele Trust Onlus, ristamperà gli album simbolo di Pino Daniele con audio rimasterizzato.

Tre album saranno pubblicati ogni ultimo venerdì del mese e la serie di ristampe si concluderà proprio con il concerto in suo onore il 7 giugno allo stadio San Paolo di Napoli.

Gli album dell'artista come Bella 'mbriana (1982), Schizzechea with love (1988), Un uomo in blues (1991) saranno disponibili nuovamente su vinile dopo quasi trent'anni con audio rimasterizzato dai nastri originali.

Inoltre sarà per la prima volta pubblicato in formato lp su etichetta Warner Music E sona mo'(live)' (1993), mentre saranno disponibili per la prima volta in assoluto su vinile Non calpestare i fiori del deserto (1995), Dimmi cosa succede sulla terra (1997) e Come un gelato all'equatore (1999).

La nuova raccolta "Le corde dell’anima"

Un giorno dopo l’evento, venerdì 8 giugno, uscirà nei negozi fisici e digitali Le corde dell’anima| Studio & Live” (Sony Music/Legacy Recording) la nuova raccolta dedicata a Pino Daniele, contenente 4 cd e 40 pagine di musica, racconti scritti da John Vignola e fotografie di Luciano Viti.

«Nelle canzoni che compongono questo box ci sono le testimonianze ultime di un viaggio che avrebbe potuto riservare ancora qualche sorpresa – racconta John Vignola – Non solo perché, nella fascinazione per armonie sacre o nel ritorno all’essenza dei proprio suoni, Pino Daniele continuava a dimostrare una curiosità che non si era ancora risolta del tutto, ma anche perché le celebrazioni di Nero a metà sembravano rilanciare le storie di ieri, farle risuonare in un oggi molto più disordinato, ma non così inaccogliente. Invece, la storia si chiude qui e in qualche modo rimane, più che un rimpianto, la consapevolezza che la “lezione” di Pino sia insostituibile, come del resto è lui, nella migliore storia della musica italiana.»

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