Pino Daniele suona "Nero a metà" all'Arena di Verona

Questa sera il concerto-evento con Massimo Ranieri, Elisa e Francesco Renga

Pino Daniele – Credits: Getty images 

Gabriele Antonucci

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Questa sera prende il via la stagione dei grandi live con il concerto-evento Nero a metà di Pino Daniele all’Arena di Verona. Il cantautore napoletano sarà accompagnato dalla band originale dello storico album, dall’orchestra Roma Sinfonietta e da ospiti del calibro di Francesco Renga,Massimo Ranieri, Mario Biondi, Elisa, Emma e Fiorella Mannoia.

Il concerto sarà incentrato sulle canzoni di Nero a Metà, il terzo album di Daniele che ne ha consacrato il talento, classificato dalla rivista Rolling Stone al diciassettesimo posto dei “100 album più belli di sempre” della musica italiana. In occasione dell’evento, il disco, già pubblicato dalla Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata Nero a metà Special Extended Edition con due inediti, versioni alternative e provini, uscirà anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione numerata in 1.000 esemplari. 

Nero a Metà ha segnato una svolta nella nuova canzone napoletana, ma soprattutto  nella musica italiana, che si apriva per la prima volta al blues e al funky, generi che da noi sono sempre stati di nicchia. Daniele aveva allora soltanto venticinque anni, ma già tredici anni di musica alle spalle come membro dei Batracomiomachia e dei Napoli Centrale. 

L'album è dedicato, come si può leggere nelle note di copertina,  a Mario Musella, il cantante degli Showmen, scomparso poco prima della pubblicazione del disco. Musella fu definito da Pino Daniele “Nero a metà” in quanto figlio di madre napoletana e di padre americano. «Nero a metà è come una vecchia foto, da tirar fuori e mettere in mostra – ha sottolineato Pino Daniele - Quel disco ha rappresentato la fusione di diverse culture e in questo senso ha cambiato la musica, un po’ come Carosone con la canzone napoletana. Io ho continuato la sua opera. Questi brani hanno vissuto attraverso le generazioni, come Tenco o Battisti che continuano a vivere nella storia di questo Paese». 

I say i’ sto ccà, Musica musica, Quanno chiove, Puozze passà’, A me me piace ‘o blues, E so’ cuntento ‘e stà’, Nun me scoccià’, Alleria, A testa in giù e Sotto ‘o sole verranno riproposte integralmente a Verona dalla formazione originale del 1980. Una all star formata da James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo al pianoforte e alle tastiere, Rosario Jermano e Tony Cercola alle percussioni. 

Fin dalla metà degli Anni Settanta, Pino Daniele è stata l’ambasciatore del cosiddetto Neapolitan power, movimento del quale fanno parte anche gli amici e colleghi Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, Napoli Centrale e i fratelli Sorrenti. Questi artisti hanno dato vita a un sound meticcio, che univa la migliore tradizione cantautorale italiana e partenopea a profonde influenze jazz, rock e blues.

Dopo aver suonato l’intero album con il suo gruppo storico, Daniele sarà accompagnato dalla sua band attuale, con Rino Zurzolo al contrabbasso, Daniele Bonaviri alla chitarra classica, Elisabetta Serio al pianoforte e Alfredo Golino alle percussioni, oltre ai cinquanta elementi dell’orchestra Roma Sinfonietta diretta dal maestro Gianluca Podio, per presentare in chiave sinfonica  i successi di quasi quarant’anni di attività.  

Da Peter Gabriel a Sting, fino all’ultimo album live di George Michael, sono sempre di più le star internazionali che ripropongono i loro cavalli di battaglia in chiave orchestrale, donando così nuovi colori e sfumature a canzoni che sono entrate a far parte della memoria collettiva. Non è sfuggito a questa tendenza neanche il nostro Pino Daniele, che ha collaborato con il gotha del jazz e della fusion internazionale. 

Grinta e dolcezza, virtuosismo chitarristico e cantabilità, ricerca di nuove sonorità, ma sempre al servizio della forma canzone. Sono questi i motivi che hanno permesso a Pino Daniele di restare sulla cresta dell’onda da oltre trentacinque anni, allargando costantemente i suoi confini musicali, senza mai tradire le sue radici partenopee. Quando artisti del calibro di Eric Clapton, Wayne Shorter, Chick Corea e Pat Metheny sono entusiasti di collaborare con Daniele, è perché Pino ha una caratteristica che manca ad altri cantanti italiani: quella di essere «nero a metà».

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