Micol De Pas

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Philippe Parreno è un artista visivo, ma il suo compito principale è quello di dare corpo alla musica. Succede nella danza, dove il suono occupa uno spazio, in una condivisione (o contesa) con il danzatore. La coreografia, che sia studiata o improvvisata, infatti, serve a esprimere, tra le altre cose, la tridimensionalità della partitura musicale.

E proprio al coreografare è ispirato il modo di concepire una mostra secondo Parreno. Che, negli ultimi 20 anni, ha inventato un suo personalissimo modo di allestire e concepire un'esposizione come fosse essa stessa opera d'arte.

Sembra un percorso arzigogolato e difficile nella sua versione astratta, ma in realtà la coreografia guida la disposizione degli oggetti nello spazio creando, a loro volta, un'unica opera finale, la mostra stessa, incentrata su un dialogo tra elementi diversi che compèongono il tutto.

Ma il tutto, naturalmente, è costituito da una complessità: si compone di media molto diversi tra loro e di eventi che si susseguono nello spazio. Del resto, il tempo è elemento fondamentale in una partitura (e dunque anche in una coreografia).

Tutto questo è in mostra all'Hangar Bicocca di Milano con Hypothesis a cura di Andrea Lissoni, che porta negli ex spazi industriali opere come How Can We Know the Dancer from the Dance, 2013, che è un gioco di rimandi tra le coreografie di Merce Cunningham, le opere di Jasper Johns e Marcel Duchamp. Giochi di luce e architetture sono quelli messi in scena da Another Day with Another Sun, 2014 (in collaborazione con Liam Gillick) e Marquees, mentre la produzione cinematografica di Parreno stessa si alterna in un'antologia video.

Ma a dare totalmente voce al pensiero di Parreno sarà l'evento, per un'unica data il 27 gennaio, Philippe Parreno’s Playlist. Concerto di Mikhail Rudy per pianoforte e Marquees. Perché si tratta di un esperimento di attivazione della mostra attraverso i brani musicali.

Per tutta la durata del concerto, pari a 80 minuti, il pubblico potrà muoversi liberamente negli spazi espositivi seguendo le note di Alexander Scriabin, John Cage, György Ligeti, Arvo Pärt, György Kurtág, Christoph Willibald Gluck, Richard Wagner, Igor Stravinskij e Olivier Messiaen.

Un'ipotesi, anche questa. Come se il pubblico potesse divenire parte dell'opera d'arte. Cioè, dell'esposizione.

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Philippe Parreno's Playlist. Concerto di Mikhail Rudy per pianoforte e Marquees
 
Mercoledì 27 Gennaio ore 21, Hangar Bicocca, Milano. Ingresso libero.

La mostra resterà aperta fino al 14 febbraio

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