Pharrell Williams, il Re Mida del pop contemporaneo, compie oggi 44 anni.

Pharrell ha venduto cento milioni di album come produttore,  vinto  sette Grammy e firmato due sue  linee di abbigliamento, Billionaire Boys Club e Ice Cream Footwear. Inoltre è testimonial degli occhiali da sole Moncler, è sposato con Helen Lasichanh, modella di bellezza spaziale e ha un figlio dal nome spaziale, Rocket Williams, a cui si sono aggiunti a gennaio tre gemelli.

Negli ultimi cinque anni è stato protagonista di tre hit mondiali, Blurred lines di Robin Thicke, Get lucky dei robotici Daft Punk e la contagiosa Happy, colonna sonora di Cattivissimo me 2.

Hanno beneficiato del suo tocco magico in studio molti dei più grandi artisti di oggi: da Madonna a Snoop Dogg, da Ed Sheeran a Justin Timberlake, da Frank Ocean a Gwen Stefani, da Jay-Z a Britney Spears.

Eppure l’esordio solista, dopo 20 anni come produttore dei Neptunes e frontman dei N.E.R.D., l’insipido In my mind del 2006, è stato tutt’altro che esaltante, tanto che sono passati otto anni per arrivare alla seconda prova discografica.  In my mind  era incentrato su brani hip hop non convenzionali, con grandi ambizioni negli arrangiamenti, che lasciavano però nell’ascoltatore un retrogusto di incompiutezza.

Un’impressione ben diversa rispetto al successivo G  I  R  L (si scrive così, quattro lettere maiuscole distanziate da due spazi, come precisato dalla Columbia) del 2013,  album decisamente più coeso e fluido rispetto al precedente. A suo modo un concept album, poiché tutte le canzoni sono dedicate all’universo femminile. «È il mio modo di ringraziare le donne per tutto quello che hanno fatto -ha sottolineato Williams- La società non ha ancora riconosciuto a sufficienza la loro importanza, ma succederà».

Per l’ultima fatica discografica Pharrell ha rinunciato all’hip hop in favore di un cantato piacevolmente retrò, quasi sempre in falsetto. La matrice sonora prevalente è il funky degli Anni Settanta/Ottanta, aggiornato e rivisto per gli ascoltatori del 2014 con sapienti  iniezioni di elettronica, in cui abbondano le citazioni del pop senza confini di Michael Jackson e del funky-rock di Prince. Tra i brani migliori dell'album spiccano i duetti con Justin Timberlake in Brand New, con Alicia Keys in I know who you are e con i Daft Punk in Gust of wind, che però non ha ripetuto il successo di Get Lucky.

Happy, uno dei più grandi successi pop degli ultimi 20 anni che ha sfiorato due anni fa l’Oscar come migliore canzone  originale del film Cattivissimo Me 2, è un pezzo che non smette mai di mettere buon umore e di regalare emozioni positive. Basta metterlo a un volume sostenuto e la festa è assicurata.

Nell'estate del 2015 Williams ha pubblicato il contagioso singolo Freedom. Valorizzata dallo spettacolare video diretto da Paul Hunter, la canzone ha un riff ipnotico di piano, un coro femminile a presa rapida e l’immancabile handclap, che tanto ha aiutato il successo di Happy.

L'ultima fatica discografica di Pharrell è la colonna sonora del film Hidden Figures(Il diritto di contare), uscito in Italia l'8 marzo, la storia vera di tre matematiche di colore, Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, che hanno lavorato per la Nasa negli anni Cinquanta.

Il singolo Crave (video qui sotto) è un r&b vintage e fresco al tempo stesso, che strizza l’occhio al sound Motown degli anni Sessanta.La colonna sonora comprende 11 brani originali composti da Pharrell, che è anche uno dei produttori del film, in cui il cantante è affiancato da Alicia Keys, Mary J Blige e da Janelle Monáe, una delle tre protagoniste delle pellicola.

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