Musica

Peter Hook suonerà tutte le canzoni dei Joy Division

L'ex bassista proporrà dal vivo tutta discografia della band in occasione dei 35 anni dalla morte di Ian Curtis

Peter Hook

Gabriele Antonucci

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Dopo i fasti della Swingin’ London degli anni Sessanta, la piovosa  e grigia Manchester è diventata negli anni Ottanta la capitale della musica inglese, grazie a gruppi del calibro di Joy Division, New Order, The Smiths e Stone Roses.

I primi due sono strettamente collegati tra loro, in quanto i quattro componenti dei Joy Division,  Ian Curtis, Peter Hook, Bernard Sumner e  Steve Morris, strinsero un patto solenne: se uno di loro fosse uscito dal gruppo, gli altri tre avrebbero dovuto cambiare nome e genere musicale.

A causa della morte nel 1980 del frontman Ian Curtis, che si impiccò nel bagno di casa, dopo un anno di pausa nacquero i New Order. 

Mentre i Joy Division sono stati uno dei gruppi più influenti della new wave, osannati dai Nirvana e dai Radiohead, i New Order hanno coniugato per primi il rock con la dance elettronica.

L’iconica Love will tear us apart again, che è anche l’epitaffio inciso sulla tomba di Ian Curtis, è una delle canzoni più rappresentative e malinconiche degli anni Ottanta, come anche la trascinante Blue Monday dei New Order, uno dei singoli più venduti di sempre in Inghilterra.

Il bassista Peter Hook, fuoriuscito nel 2007 dai New Order,  renderà omaggio alla memoria dell’ amico Ian Curtis, in occasione dei 35 anni della sua scomparsa, con un concerto-evento il 18 maggio, intitolato So this is permanence, nella Christ Church di Macclesfield dove proporrà, accompagnato dai The Light, tutte le canzoni incise dai Joy Division in ordine cronologico.

I fan della band di Ian Curtis potranno ascoltare di nuovo dal vivo tutte le canzoni degli album Unknown pleasures del 1979, Closer del 1980 e del disco postumo Still del 1981, oltre ad alcune sorprese e rarità.

L'intero ricavato sarà devoluto a un'associazione contro l'epilessia(di cui soffirva Curtis) e alla Christ Church di Macclesfield.

Chi meglio di Hook, che con il suo basso ha dato un’impronta inconfondibile al suono cupo e avvolgente dei Joy Division, può riportare in vita canzoni che sono ormai entrate nell’immaginario collettivo?

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