Gabriele Antonucci

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Sofisticata, eterea, eccentrica, imprevedibile, anticipatrice di mode, dotata di una voce inconfondibile.

Tutto questo è Patty Pravo, nome d’arte di Nicoletta Strambelli, nata il 9 aprile del 1948, artista che, a settantuno anni, non finisce mai di stupire per la sua capacità di spiazzare il pubblico con repentini cambi di stile musicale.

L'ultima partecipazione a Sanremo

Icona della musica, personaggio sia sul palco che fuori, in grado di vendere 110 milioni di dischi in cinquant'anni di carriera, Patty si è messa in discussione per l’ennesima volta con la partecipazione in gara all'ultimo Festival di Sanremo, dove ha presentato Un po' come la vita in coppia con Briga.

Il brano non ha riscosso un grande successo, calssificandosi al 21esimo posto: un peccato, perché Un po' come la vita è un gran bella canzone, mentre l’interpretazione di Patty Pravo è apparsa sotto i suoi standard consueti.

La canzone ha anticipato il suo ultimo album Red, prodotto e arrangiato interamente da Diego Calvetti e registrato nello studio di registrazione Platinum Studio, a San Gimignano, tra il mese di ottobre e dicembre 2018.

L'ultimo album "Red"

Nel disco spiccano autori di rilievo tra cui Franco Califano (nell'inedito lasciato in eredità a Patty Pravo nel proprio testamento artistico), Giuliano Sangiorgi, Ivan Cattaneo, Antonio Maggio, Frank Del Giudice, Marco Rettani e Fulvio Marras.

 Red contiene una nuova versione dello storico brano Il paradiso firmato dal duo delle meraviglie Mogol-Battisti, in occasione del suo 50º anniversario.

La storia di Patty Pravo è esemplare della vitalità e della rivoluzione dei costumi degli anni Sessanta.

Nicoletta Strambelli nasce a Venezia, dove studia al prestigioso Conservatorio Benedetto Marcello, ma da adolescente inquieta si trasferisce a Londra per imparare l’inglese.

Gli esordi tra Londra e Piper Club

Nella Swinging London alcuni suoi coetanei le parlano di un locale che sta rivoluzionando le notti romane. Inizia così la storia della «ragazza del Piper», di cui diventa un’assidua frequentatrice.

Una sera del 1965, mentre sta ballando, viene notata da Alberto Crocetta, proprietario del locale, che le chiede se sa cantare bene come balla. Il suo vero nome era poco adatto a catturare l’attenzione del pubblico e così nasce Patty Pravo.

Patty era il nome più diffuso nella Londra della beat-generation, Pravo derivava dalle «anime prave» descritte da Dante.

Poche settimane dopo esce il suo primo disco, Ragazza triste, versione italiana di But you’re mine tradotta da Gianni Boncompagni.

Patty diventa un personaggio che migliaia di ragazzine vogliono imitare, sia nel look che nella voce inconfondibile.

Il successo de "La bambola"

La definitiva consacrazione avviene nel 1968, in piena contestazione studentesca, con La bambola, una canzone che era stata già proposta senza successo a Little Tony, Caterina Caselli e all’Equipe ’84.

Quando si dice, essere al posto giusto nel momento giusto.

Da allora una serie ininterrotta di successi, tra i quali Pazza idea, Pensiero stupendo, Se perdo te e E dimmi che non vuoi morire, che Vasco Rossi ha scritto di getto per lei, canzoni che le hanno fatto vendere complessivamente 110 milioni di dischi, un numero impressionante, in  Italia inferiore soltanto a Mina.

Il futuro è solo l'inizio

Patty Pravo non è certo un’artista che vive di ricordi, infatti è già al lavoro sul suo prossimo progetto.

Perché, come diceva Bob Marley, "il futuro è solo l'inizio".

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