Micol De Pas

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Un cocktail musicale decisamente interessante si shackera lungo le tracce dell'album Furniture music for new primitives di Paolo Tarsi. In uscita per l'etichetta Cramps/POPtraits e Rara Records, infatti, è un disco - viaggio che porta gli ascoltatori su pianeti lontani. Ecco perché.

- Ispirazione. Per Paolo Tarsi il punto di partenza creativo è stato il romanzo di William S. Burroughs "Le città della notte rossa" del 1981, primo volume della The red Night Trilogy, che influenza anche la sgtruttura formale del disco.

- Concept Album. Un salto nel passato: Furniture music for new primitives è un progetto da ascoltare dall'inizio alla fine. Perché la successione dei singoli brani è il racconto di un'unica storia. Anzi, di una visione. A cominciare dal titolo: la Furniture music è la traduzione inglese dell'espressione francese musique d'ameublement, coniata da Erik Satie per definire la sua ultima produzione musicale, quella musica d'arredamento, anticipatrice dell'ambient music di Brian Eno. Su questo tappeto sonoro, che rappresenta il mondo attuale, saturo di segnali e modi di comunicare, si muovono i New primitives, creature virtuali simili, appunto, a nuovi primitivi rispetto alle potenzialità tecnologiche del 21° secolo.

- Special guests. Molti gli ospiti che hanno partecipato al progetto di Tarsi con la propria esperienza musicale. I Junkfood portano le loro geometrie sonore riprese dal free jazz, elettronica, dark ambient e industrial nel brano Electric Sakuhin, tra post rock e sperimentazione contemporanea. Paolo Tofani accompagna il Quartetto Maurice su interferenze elettroniche di Roberto Paci Dalò nel brano Construction dans l'espace et le silence, per poi suonare anche con Gianni Giudici e Michele Selva.

- Omaggi e tributi. Si intitola Cluster#2 il brano dedicato a Richard Wright e scritto su misrua per il duo composto da Enrico Gabrielli (ex Afterhours) e Sebastiano De Gennaro (Baustelle e Luci della Centrale Elettrica), con la chitarra di Diego Donati. Al beat è dedicato anche In the total animal soup of time, un cut up ispirato a Urlo di Allen Ginsberg, ma accanto a lui ci sono anche figure come Tullio Pericoli e Roy Lichtenstein: brani-tributi tra arte e musica.

- L'Artwork. La Cramps vanta un passato glorioso nelle sue copertine, ideate da Gianni Sassi. In linea con la tradizione, anche questo disco si presenta in forma artistica nel lavoro di Luca Domeneghetti, in collaborazione con il fotografo Roberto Masotti e l'artista visivo Roberto Paci Dalò. Il risultato? Un mondo in cui perdersi, tra mille storie e riferimenti. Esattamente come la musica di Paolo Tarsi.

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