Giovanni Ferrari

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Ieri la sua esibizione è stata tra le più apprezzate da pubblico e critica. Paola Turci è tornata in gara al Festival a sedici anni dalla sua ultima partecipazione (nel 2001, quando arrivò quinta con Saluto l'inverno). È arrivata con un brano che parla dell'accettazione di sé, della bellezza insita in ognuno di noi, del fascino di ogni cicatrice. Fatti bella per te è il risultato di un percorso innanzitutto personale della Turci che ha preso il via dal momento in cui ha deciso di mettersi a nudo in un libro autobiografico, Mi amerò lo stesso: "Avevo bisogno di confessare le mie debolezze, i miei limiti. E da quel momento è andato tutto bene", ha raccontato.

Subito dopo, la Turci è stata la protagonista di un monologo teatrale che ha contribuito in questo percorso artistico e umano. Il punto d'arrivo si è visto ieri sera durante la seconda serata del Festival: Fatti bella per te è un brano dalla forte carica emotiva. Poche ore prima della sua esibizione, la cantante si è raccontata ai giornalisti: "Ho voglia di testimoniare, attraverso le canzoni, una nuova forza. Forse è la prima volta che vengo al Festival con una canzone così forte, così ad alta voce, non sussurrata". Durante la puntata di questa sera dedicata alle cover, invece, Paola Turci proporrà Un'emozione da poco di Anna Oxa: "Anche questa scelta rientra su questa strada", ha confessato.

Questa sua partecipazione al Festivàl è anche l'occasione per parlare del suo nuovo disco "Il secondo cuore", in uscita il 31 marzo per Warner Music, che però non è ancora terminato: "Il titolo del disco è nato con Enzo Avitabile. Io stavo già registrando le canzoni del cd, ci siamo contattati e mi ha mandato un pezzo che si intitolava Nel mio secondo cuore. Credo sia la perla di questo disco. Io ho scritto la musica e ho pensato di intitolare il disco così", ha raccontato. 


La grinta della Turci nell'esibizione di Fatti bella per te ha convinto tanti ascoltatori. C'è un messaggio "sociale" nel testo del brano (scritto insieme a Giulia Ananìa, Luca Chiaravalli e Davide Simonetta)? Sicuramente. Ma lei fa un passo indietro: "Non sono il tipo di persona che vuole lanciare un messaggio. Ogni canzone ha sempre un messaggio, a prescindere". E ha spiegato: "Questa canzone l'ho scritta per me. Ogni parola che canto nel brano me la ridico a me stessa. Questo mi fa sentire più tranquilla e più forte". 

In chiusura la cantante di Sai che è un attimo ha detto la sua riguardo a tanti fatti di cronaca che hanno molto a che fare con il tema dell'accettazione degli altri (e, innanzitutto, di se stessi): "Siamo in balia del giudizio degli altri. Siamo sempre più fragili. Se metti di fronte a te soltanto quello che dicono gli altri, tutto ciò finirà per destabilizzarti, ti renderà vittima. Mi auguro che si arrivi ad anteporre il proprio giudizio su se stessi, spero che diventi una roccia dentro di noi". E ha concluso: "È importante ascoltare gli altri. Oggi la superficialità ha preso il sopravvento".

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