Gabriele Antonucci

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Gli Oasis sono stati il gruppo inglese più influente degli anni Novanta: basti pensare che il loro disco più celebre, (What’s The Story) Morning Glory?, pubblicato il 2 ottobre del 1995, è diventato, con 22 milioni di copie, il terzo album più venduto di sempre nel Regno Unito, preceduto solo dal Greatest Hits dei Queen e da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

Nei quattordici anni di carriera discografica, che va da 1994 al 2008, gli Oasis hanno venduto oltre 70 milioni di album nel mondo, con 22 singoli consecutivi nella Top Ten inglese, 7 album al primo posto, ma, più di tutto, hanno contribuito a definire una generazione, che si vestiva e si pettinava come i loro idoli.

La band dei fratelli Gallagher ha tenuto nell'agosto del 1996 a Knebworth Park uno dei più grandi concerti all'aperto mai realizzati in Inghilterra, seguito complessivamente da 250.000 spettatori, con una richiesta di biglietti superiore a 2,6 milioni di persone.

I fan di allora oggi hanno superato i trent’anni, in alcuni casi anche i quaranta, lavorano e hanno dei figli, ma non hanno mai perso il piacere di ascoltare la musica della band di Manchester, che è stata la colonna sonora portante della loro adolescenza.

La rivalità tra Oasis e Blur

Gli anni Novanta sono stati caratterizzati dall'accesa rivalità con i Blur di Damon Albarn per la palma di migliore band di brit pop.

Un rivalità che a molti ha ricordato quella tra Beatles e Rolling Stones, entrambi numi tutelari dei loro giovani successori.

Mentre in realtà i rapporti tra Fab Four e le Pietre Rotolanti erano ottimi, basti pensare che Mick Jagger ha cantato nel 1963 I wanna be your man scritta dalla premiata ditta Lennon-McCartney, quelli tra i Blur e gli Oasis erano a dir poco burrascosi.

Tra i tanti diverbi, suscitò scalpore la dichiarazione di Noel Gallagher, che augurò a Damon Albarn di contrarre l'AIDS e di morire.

I due si sono riconciliati recentemente in occasione di un concerto benefico al Royal Albert Hall per il Teenage Cancer Trust, organizzazione che aiuta i bambini colpiti da tumore, mentre sono ancora burrascosi i rapporti tra Noel e Liam.

Vista l’impossibilità di portare avanti il gruppo, i due litigiosi fratelli si sono separati dal 2009 e ognuno porta avanti la sua carriera solista.

I concerti in Italia di Noel e Liam

Oggi è stata annunciata la presenza di Noel Gallagher come headliner del Concertone del Primo Maggio di Roma, a cui parteciperanno Subsonica, Negrita, Daniele Silvestri, Ghali, Motta, Ghemon, Carl Brave, Ex-Otago, La Municipàl, La Rappresentante di Lista e i Pinguini Tattici Nucleari.

Il maggiore dei Gallagher si esibirà anche l'8 luglio a Pistoia (Piazza Duomo - Pistoia Blues Festival) e il 9 luglio a Mantova (Piazza Sordello - Arte & Musica 2019).

Liam, di cui sono indimenticabili le invettive nei confronti dei colleghi, sarà invece headliner l'8 giugno al Medimex di Taranto (La Rotonda del Lungomare) e il 4 luglio a Barolo (Piazza Colbert, Collisioni Festival).

I progetti solisti

Gallagher Jr ha dato vita nel 2010 al progetto Beady Eye, ormai tramontato, del quale facevano parte Andy Bell, Gem Archer e Chris Sharrock, tutti ex Oasis.

L'album As You Were ha segnato l'inzio di una nuova fase della sua carriera.

Potenziato da una produzione contemporanea e carica di bassi, il brano ci presenta il suono di Liam da una nuova angolazione, pur mantenendo i tratti caratteristici che lo hanno reso un artista così tanto influente: potenti ondate di chitarre, melodie irresistibili, ritmi fragorosi e la sua voce accattivante.

Noel Gallagher, che si esibisce da anni con gli High Flying Birds, ha trionfato ai prestigiosi Q Awards per il suo ‘contributo alla Musica’ e come ‘Best Solo Artist’. L’artista ha ricevuto, inoltre, un Ivor Novello Award come ‘Outstanding Song Collection’ nel 2013, l’NME Godlike Genius Award nel 2012 e il Q Icon Award.

La reunion (im)possibile

Appare praticamente impossibile, visti anche i pessimi rapporti tra i due fratelli che continuano a punzecchiarsi via social, una reunion degli Oasis dopo lo scioglimento della band del 28 agosto 2009 quando, a tre date dalla conclusione della tournée, Noel Gallagher abbandonò il palco del Rock en Seine a pochi minuti dall'esibizione, comunicando poco dopo l’uscita ufficiale dal gruppo.

Secondo Liam, la vera ragione di una mancata reunion sarebbe da imputare esclusivamente a Noel: «La questione della reunion è molto seria e non accetto che mi venga data la colpa – ha detto Liam durante un’intervista a Radio X – Noel se ne va in giro atteggiandosi come se gli avessi accoltellato il fottuto gatto ma la verità è che lui vuole suonare in una band solista, se la gente crede che la colpa sia delle mi frecciatine su Twitter non ha capito nulla. Le domande su un ritorno degli Oasis le dovete fare a Noel, è colpa sua».

Alan McGee, il produttore che ha il merito di aver scoperto la band di Manchester, ha dichiarato a NME di essere contrario a una reunion: "Spero solo che non rovinino la leggenda, cercando di ricreare qualcosa e tornare insieme. Manderebbero tutto a puttane. Finché non si riuniscono, saranno sempre delle leggende. Quindi, lasciamo che siano leggendari". McGee, al di là delle sue opinioni personali, ritiene improbabile una nuova fase degli Oasis: "Non riesco a immaginarlo. Ora sono in posti diversi. Non puoi tornare indietro nel tempo e credere di avere ancora 21 anni. Si deve andare avanti".

La loro eredità artistica

Ciò che resta di un artista e di un gruppo, al di là delle doti tecniche e carismatiche, sono le canzoni, ed è innegabile gli Oasis ne abbiano fatte alcune davvero memorabili.

Lo dimostra la commovente versione a cappella di Don’t Look Back in anger (Non guardare al passato con rabbia), uno dei brani più celebri degli Oasis, cantata spontaneamente dalle centinaia di persone che il 25 maggio del 2015 si sono raccolte in St Ann’s Square, a Manchester, per il memoriale delle vittime dell’attentato terrorista all'uscita dal concerto di Ariana Grande.

Dopo il minuto di silenzio, una donna ha iniziato a cantare Don’t Look Back in Anger degli Oasis e il resto della folla, dopo lo stupore inziale, si è messo a cantare con lei in un coro da brividi.

La canzone, pubblicata come singolo nel 1995, è stato uno dei momenti più fecondi della collaborazione dei fratelli Liam e Noel Gallagher.

Speriamo che, in un futuro non troppo remoto, i due tornino a suonare insieme, regalandoci ancora canzoni indimenticabili.

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