Gabriele Antonucci

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Negli ultimi anni sembra che gli eccessi siano l’unico modo per far parlare di sé e per vendere dischi, almeno per quanto riguarda le giovani cantanti internazionali. Le nuove dive del pop hanno trovato nella trasgressione, vera o presunta, la chiave di accesso per entrare nei cuori degli ascoltatori di tutto il mondo

Parallelamente a loro si è fatta largo, attraverso una “rivoluzione dolce”, la cantante e pianista Norah Jones, che tornerà in Italia a novembre per due attesi concerti al Teatro degli Arcimboldi di Milano(8/11) e al GranTeatro Geox di Padova(9/11).

Nell'occasione presenterà i brani del nuovo album Day breaks, pubblicato il 7 ottobre con ospiti illustri come Wayne Shorter,Dr. Lonnie Smith e Brian Blade, anticipato dall'energico singolo Flipside (che potete ascoltare qui sotto), caratterizzato da un importante messaggio socio-politico.

Il brano parte dalle note del piano di Norah, utilizzato come linea guida, prima di lasciare spazio alla batteria di Brian Blade e al basso di Chris Thomas.  Entra in campo anche l’organo di Lonnie Smith, mentre  Norah prosegue nella costruzione del brano con la sua voce.

 “Sono stata veramente colpita dalle  notizie e da tutto ciò che sta succedendo nel mondo e in questo Paese negli ultimi due anni . E 'stato un periodo davvero instabile e folle" ha dichiarato Norah . "Stavo ascoltando la canzone di Les McCann  Compared  To What e sono stata molto influenzata dal brano che trovo formidabile anche per la forza che ha dentro, che te lo fa sentire fino nelle viscere”. Sono disponibili anche una versione speciale in vinile 180-grammi e il deluxe CD contenente  4  bonus tracks live.

Viso acqua e sapone, abiti eleganti senza essere ricercati, una voce calda e morbida come il velluto, in grado all’occorrenza di toccare anche tonalità acute, la Jones ha già venduto 40 milioni di album e vinto 9 Grammy Awards.

Non male per una cantante che non ha mai puntato su canzoni usa e getta, ma che ha sempre portato avanti con coerenza un percorso musicale di qualità. Merito sicuramente dell’ambiente in cui è cresciuta, in particolare dei genitori Ravi Shankar, l’esotico maestro di sitar di George Harrison, e della cantante soul Sue Jones, che le ha trasmesso l’amore per la musica black.

La Jones cresce ascoltando soprattutto jazz e country, influenze che ritroviamo anche nel suo primo album Come away with me del 2002. Le sue melodie morbide, sognanti e senza tempo erano proprio quelle di cui l’America, ancora sconvolta per l’attacco terroristico alle Torri Gemelle, aveva bisogno, dopo anni di truce gangster-rap e di pop plastificato. Il disco vende diciannove milioni di copie e si aggiudica nel 2003 cinque Grammy Awards, record  per una solista, condiviso insieme a  Lauryn Hill nel 1997 e Alicia Keys nel 2002. Il successo viene bissato due anni dopo da Feels like home e nel 2007 da Not too late, anche se quest’ultimo vende molto meno rispetto agli altri due.

Norah Jones, nel frattempo, si è dedicata anche al cinema, dove ha recitato da protagonista nel film Un bacio romantico, diretto da Wong Kar-Wai. Una storia on the road che racconta il viaggio, non solo fisico ma anche mentale, della giovane Elizabeth che, dopo la dolorosa rottura di una relazione, attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola amor».

I primi segnali di cambiamento sonoro sono arrivati dal sorprendente The fall, che ha lasciato perplessi i fan più adulti, abituati alle atmosfere fumose dei jazz club, mentre ha avvicinato alla Jones un nuovo target di pubblico, più pop e giovanile, che ne ha apprezzato le influenze black e rock. «Il disco ha un suono diverso-ha sottolineato la cantante- volevo giocare col ritmo più di quanto avessi fatto nei miei dischi precedenti. Le nuove canzoni si prestano molto bene a una trama di ritmi pulsanti». Il primo singolo del nuovo corso è stato l’accattivante Chasing pirates, per il quale è stato girato un divertente video in cui la cantante, sempre più a suo agio nei panni dell’attrice, è un capitano di vascello che naviga tra i grattacieli di Manhattan.

La trasformazione è stata portata a compimento in Little broken hearts, complice il tocco da Re Mida del produttore Dangerous Mouse, già artefice del successo di Gnarls Barkley e Black Keys. Già dalla copertina, ispirata alla copertina del trasgressivo Mudhoney del regista Russ Meyer, emerge una Norah in versione dark lady, molto diversa dal look acqua e sapone al quale ci aveva abituati. Dangerosus Mouse le cuce addosso un abito sonoro scarno e "cool", in cui si alternano sapientemente elettronica e archi, dando così vita a un pop-folk modernissimo e dal retrogusto indie.

Il titolo dell’album, Little broken hearts(Piccoli cuori infranti) ne rivela già da solo le tematiche. Le canzoni esplorano gli angoli più bui del tradimento, dell’amore malato e della gelosia. La voce di Norah Jones, qui trasformata quasi in una moderna rencaranzione di Dusty Springfield,  è modulata con malizia ed ironia da consumata «femme fatale». Brani come After the fall,Take it back e la title-track Little broken hearts sono onirici e sospesi, perfetti per la colonna sonora di un film di David Lynch.

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