Tornare in studio per andare avanti, per tentare di rielaborare a andare oltre l'impossibile, ovvero convivere con la tragedia di un figlio morto a 15 anni precipitando da una scogliera dell'Essex dopo aver assunto allucinogeni. Non si possono scindere le canzoni di Skeleton Tree dal dramma personale di Nick perché questi brani sono intrisi dall'inizio alla fine di quel lutto.

Il risultato è un album di devastante bellezza, che tocca vette di intensità difficili da spiegare con le parole. Oscuro, spettrale, psichedelico (ci sono addirittura echi del Jim Morrison più visionario in Anthrocene). I need you arriva al cuore come un pugno, mentre Jesus alone trasuda inquietudine e diperazione.

Non servono molte parole per celebrare Skeleton Tree, l'album di un artista che si guarda allo specchio attraverso la forma canzone nel momento più buio della sua vita. Per comprendere ancora meglio il senso di quest'opera sarebbe essenziale guardare le immagini di One more time with the feeling, nei cinema italiani iil 27 e 28 settembre, film performance in cui Nick Cave & The Bad Seeds interpretano per la prima volta le canzoni del disco. Lo stile fotografico del film, girato in bianco e nero, a colori e in 3D, riflette l’intimità e l’austerità dell’album, testimonianza cruda e fragile di un artista che tenta di trovare la sua strada attraverso l’oscurità.

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