Giovanni Ferrari

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"Levante è cambiata". "Levante si è venduta al violento mondo del pop". "Levante non è più la stessa". Oramai sembra impossibile non farsi un'idea su quello che sta succedendo a Levante. Un po' come accade quando - davanti agli occhi di tutti - si consuma un cambiamento. Che può piacere o meno. Ma che c'è, ed è impossibile negare. Dopo il featuring con Fedez e J-Ax in Assenzio, dopo l'ultimo album "Nel caos di stanze stupefacenti" (Carosello Records), i più critici hanno trovato mille motivi per contestare la nuova direzione che stava prendendo la carriera di Claudia Lagona.

Ma forse, a volte basterebbe uscire dalla propria immagine. E guardare. Come è successo ieri sera ai tantissimi ragazzi che hanno riempito l'Alcatraz di Milano, per l'ultima data della parte primaverile della tournée de "Nel caos di stanze stupefacenti". Un concerto dove la cantautrice di Caltagirone ha dimostrato che, no, non è cambiata per nulla. Ha semplicemente imparato a volersi bene, ancora di più, come dice a un certo punto durante il live: "E anche per questo album mi sono ricordata una cosa fondamentale: mi amo".


Il concerto (che è stato anticipato da un'esibizione di Dardust) si è aperto con Le mie mille me, la hit Non me ne frega niente, Le lacrime non macchiano e Ciao per sempre. Un'apertura energica che sfrutta la carica di alcuni brani dell'ultimo album. La grinta di Levante ci ricorda quella di alcune importanti popstar, abituate ai grandi palcoscenici. Non c'è più spazio per la timidezza degli inizi: Levante ha deciso di esserci, di esprimersi senza più filtri né limiti. E ieri sera l'ha dimostrato.

Ma Levante sa anche essere più delicata, introspettiva. Con Mi amo prende in mano la sua chitarra, coinvolge il pubblico, e alterna alcuni nuovi brani de "Nel caos di stanze stupefacenti" ad altri appartenenti ai suoi primi dischi, quando l'Alcatraz era ancora un grande sogno. Arrivano così Sbadiglio, Cuori d'artificio Diamante. 

Al termine di un momento acustico con La scatola blu e Non stai bene, Levante si libera dal microfono e intona Abbi cura di te: l'Alcatraz si unisce in un unico canto, senza filtri né intermediazioni.  


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Per la chiusura del concerto non possono mancare Alfonso, Io ti maledico Gesù Cristo sono io. Forse, in mezzo a tutto questo caos, Levante ha davvero trovato un posto per sé. Abbastanza grande per farci entrare tutti, uno ad uno.

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