Gabriele Antonucci

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L'iconica Hey Hey, My My (Into the Black) di Neil Young contiene una delle frasi più famose e citate della storia del rock: “E’ meglio bruciare che spegnersi lentamente”.

Per nostra fortuna sono quasi cinquant'anni che il sacro fuoco del rock scorre nelle vene di Neil Young, settanta primavere sulle spalle e una vita segnata dalle malattie (dal diabete alla poliomelite, dall’epilessia alla disabilità dei suoi figli), ma ancora attivissimo sia sul versante discografico che nell'attività live, come hanno potuto apprezzare recentemente i fortunati spettatori del Desert Trip di Indio.

Il grande cantautore canadese, considerato il precursore del punk e del grunge, ha scritto alcune delle più belle pagine del folk rock insieme a Crosby, Stills e Nash, come conferma lo splendido cofanetto CSNY 1974 uscito lo scorso anno. Non da meno la sua carriera solista, che ha prodotto album indimenticabili come After the gold rush, Harvest e Zuma, presenze fisse nelle classifiche dei migliori album rock di sempre.

Esce oggi suo trentottesimo album in studio, Peace Trail, pubblicato dalla Reprise Records. Un disco che avrà un mood prevalentemente acustico, prodotto dallo stesso Young insieme a John Hanlon negli Shangri-la Studios di Rick Rubin.

A settembre è uscito il video del primo singolo Indian Givers (che potete vedere qui sotto), vibrante brano di denuncia sulla costruzione dell'oleodotto Dakota Access Pipeline. Ecco la tracklist di Peace Trail:

01. Peace Trail
02. Can’t Stop Workin’
03. Indian Givers
04. Show Me
05. Texas Rangers
06. Terrorist Suicide Hang Gliders
07. John Oaks
08. My Pledge
09. Glass Accident
10. My New Robot

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