Ci avevano già abituati a scenografie ai limiti della fantascienza, al pari ormai di band come U2 e Pink Floyd. Anche questa volta i Muse non hanno disatteso le aspettative del loro variegato pubblico, dal fan più accanito, alla famiglia con bambini e vari ascoltatori occasionali attratti dal sound mainstream del trio britannico.

Alle otto in punto, su un palco circolare posto al centro del Forum di Assago, aprono le danze gli olandesi De Staat, che strappano applausi e consensi. Mezz’ora esatta.

Poi, ancora una breve attesa per gli ultimi preparativi.

Il palco è davvero una sorpresa, circolare, girevole e munito di due diramazioni, permette l’utilizzo di tutti i lati del palazzetto, e consente una buona visione da qualsiasi angolazione. Idea precedentemente sperimentata dagli U2 per il loro 360° Tour del 2009.

Alle nove e sei minuti si spengono le luci, dall’alto si staccano e cominciano a fluttuare sul pubblico otto sfere illuminate, sono droni. Sullo schermo le parole di Drones, brano di chiusura dell’omonimo album che dà anche il titolo al tour. Sono parole pesanti, “killed by drones, my mother, my father, my sister and my brother…”, il brano è una sorta di cantico, come una preghiera.

I Muse creano un concept basato su un’ipotetica realtà futura, un mondo distopico dominato dalla tecnologia, dove la disumanizzazione è imperante e i droni ne sono il simbolo.

I droni di cui tanto si parla negli ultimi tempi, i droni con i quali le guerre si fanno stando in una cabina di comando, maneggiando un joystick, come raffigura la cover di Drones. Una sorta di velata denuncia? Sicuramente una richiesta forte di presa di coscienza, supportata anche dalla presenza per tutte le date europee dell’associazione Medici Senza Frontiere, presenza voluta dagli stessi Muse.

Se avrete modo di presenziare a uno dei restanti cinque concerti milanesi provate a parlare con i volontari e a visitare gli stand espositivi. Oggi più che mai serve un sostegno concreto, in alcune aree del mondo i medici di Medici Senza Frontiere sono gli unici rimasti ad aiutare la popolazione.

Certo, un inizio concerto che fa pensare, non proprio nel segno dell'intrattenimento banale. Questo è il bello dei Muse, saper coniugare una musica grandiosa a temi importanti, senza scadere nella retorica della propaganda. Pensare, avere coscienza di quanto accade nel mondo e agire concretamente per renderlo un posto migliore.

Finalmente appaiono i tre sulle note di Psycho, ed è il delirio. Il Forum, completamente sold out, è con loro. Reapers, sempre tratta dall’ultimo album e poi un salto nel passato con Plug In Baby. Si ritorna sull’ultimo lavoro con il singolo Dead Inside.

Ai lati del circolo scendono lunghi teli che diventano schermi. Con The Handler, preceduta dall’inquietante The 2nd Law: Isolated System, sugli schermi appaiono delle grandi mani robotiche con fili che quasi magicamente raggiungono i musicisti e li trasformano in marionette. E poi di nuovo un tuffo nel passato con Supermassive Black Hole e Starlight, con la quale ritornano a fluttuare nell’aria i droni, illuminati di colori diversi.

Immancabile Madness, che trasforma il Forum in un unico coro sgravando Bellamy dal ruolo di cantante. E poi un rush finale, in cui si susseguono senza tregua Hysteria, e Defector, preceduta dal celebre discorso di J.F. Kennedy riportato anche sul disco. È di nuovo passato, con Time is Running Out e Uprising, che con il coro di “we will be victorious” ci conduce lentamente verso la fine di questa incredibile esperienza visivo-sonora.

Sulle note della suite di The Globalist lentamente appare quasi dal nulla un altro “drone” tutto nero dalle fattezze di un aereo militare, che si aggira minaccioso sulla folla con le sue luci rosse. Siamo ormai alla fine, la reprise di Drones anticipa i bis. Take a bow, Mercy e Knights of Cydonia. È tripudio, con tanto di stelle filanti, coriandoli ed esplosioni di luci e colori.

In tutto questo grande spettacolo che mette in scena la paura, la paranoia, ma anche la speranza e la rivolta, che miscela consapevolmente realtà e fantasia, dove si colloca l'uomo? Consapevole artefice del gioco, direttore d’orchestra o marionetta subordinata al sistema?

Ci sono ancora cinque concerti per farsi un’idea…


LA SCALETTA DEL CONCERTO

Drones / Psycho
Reapers
Plug In Baby
Dead Inside
Citizen Erased
The 2nd Law: Isolated system
The Handler
Supermassive Black Hole
Prelude
Starlight
Munich Jam
Madness
Interlude
Hysteria/Back In Black
JFK / Defector
Time Is Running Out
Uprising
The Globalist / Drones (Reprise)

BIS:
Take A Bow
Mercy
Knights Of Cydonia

I MUSE e MEDICI SENZA FRONTIERE - Video

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