È morto Horace Silver, genio del piano jazz

Musicista e compositiore, è stato era una delle figure chiave dell'hard bop

La cover di Horace Silver Quintet Blue Note 1539 – Credits: Web

Gabriele Antonucci

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Lutto per il mondo del jazz: è morto a ottantacinque anni nella sua casa di New Rochelle, per cause naturali, il pianista e compositore jazz Horace Silver, pioniere dell'hard bop negli anni Cinquanta, uno stile che recuperava il giro armonico del blues, dando un’impronta fortemente nera e funky al jazz.

Il decesso, avvenuto la notte del 18 giugno, è stato comunicato ai media dal figlio Gregory. Horace Ward Martine Tavares Silva, nato nel 1928 in Connecticut, proveniva da una famiglia originaria di Capoverde, circostanza che ha avuto un’influenza decisiva nello sviluppo della sua sensibilità musicale.

Silver ha iniziato da giovane a suonare il sassofono, prima di passare al pianoforte, ispirato dal celebre pianista Bud Powell. Scoperto nei primi anni Cinquanta dal grande sassofonista Stan Getz, il musicista si trasferì a New York su suo suggerimento, per farsi conoscere nel circuito del jazz underground. Horace Silver ha dato vita nel 1951 ai Jazz Messengers, uno dei gruppi più influenti della storia del jazz, la cui importanza è pari a quella dei Beatles per il pop-rock, cui sono debitori perfino mostri sacri come John Coltrane e Miles Davis.

Nel 1965 Silver registrò il suo disco più famoso, Song for my father, ispirato ad un viaggio fatto in Brasile e dedicato al padre capoverdiano. Il pianista è stato uno degli artisti di Punta della Blue Note Records, tanto da essere inserito recentemente nella compilation celebrativa per i 75 anni dell’etichetta. Il suo ultimo discoJazz has a sense of humor, è stato pubblicato nel 1999 dalla Verve.

Nel 2006 Silver ha pubblicato la sua autobiografia, Let's get to the nitty gritty, edita dalla California University Press. L'anno precedente ha ricevuto il President's Merit Award dalla National Academy of Recording Arts and Sciences. Tra i brani più famosi composti da Horace Silver ricordiamo il suo capolavoro Song For My Father, The Preacher e Señor Blues."Lo stile di Silver al pianoforte - secco, fantasioso e profondamente funky - divenne un modello per molti pianisti che hanno avuto successo", ha scritto la casa discografica Blue Note in un ritratto dell'artista pubblicato sul proprio sito internet. Nel 1974 le battute iniziali di Song For My Father vennero utilizzate da Donald Fagen e Walter Becker degli Steely Dan per il loro brano di maggior successo, Rikki don't lose that number.

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