È morto Freak Antoni: chi era veramente il leader degli Skiantos

Il suo motto fu: "Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti" - FOTO

Freak Antoni – Credits: Getty Images

Gianni Poglio

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Chi ha la mia eta, ovvero naviga intorno ai cinquanta, non può non ricordare chi erano gli Skiantos. E di conseguenza chi era Freak Antoni, la loro voce, che si è spento oggi, poco prima di compiere 60 anni.

Per comodità, o forse perché non esisteva una definizione per la loro musica, verso la fine dei Settanta, Freak e la sua band vennero etichettati come rock demenziale. 

Ma in realtà erano molto di più di un gruppo demenziale, quello degli Skiantos e di Freak è stato un momento fondamentale di rottura nella storia della musica italiana. Perché avevano un suono meravigliosamente scassato, perché erano più punk dei punk e perché erano la band simbolo di una città, Bologna, a metà degli anni Settanta, periodo di grandi movimenti e sommovimenti giovanili (basti rcordare quello che è passato alla storia come il Movimento antagonista del 1977).

Antoni aveva stretto un forte legame di amicizia con Andrea Pazienza che infatti lo aveva fatto comparire in alcuni dei suoi fumetti. Tra i libri scritti da Antoni c'è Badilate di cultura, edito da Sperling & Kupfer. Da ricordare anche Pane Burro & Rock'n'Roll lo storico programma radiofonico condotto da Freak con Ariele Frizzante sulle frequenze di ROCK FM.

-- FREAK ANTONI, FOTO

Ma torniamo agli inizi: ricordo bene che scoprii il mondo degli Skiantos attraverso un demo, una cassetta registrata male e suonata con una buona dose di approssimazione. Non a caso si chiamava Inascoltabile ed era il primo vagito della band. C'era Freak Antoni alla voce mentre alla batteria si distingueva Leonardo Tormento Pestoduro.

Nessuno in Italia, a livello musicale, aveva mai osato tanto sbriciolando tutti i canoni tradizionali del sound tricolore. Le canzoni si intitolavano Io Ti Spacco La Faccia (dal vivo), Makaroni, Permanent flebo e Io sono un pestone.

Tra gli episodi leggendari della loro storia live, il Festival Bologna Rock del 1979: gli Skiantos andarono in scena una cucina, un tavolo, un televisore e un frigo, misero a bollire gli spaghetti e poi li mangiarono, senza suonare nulla. Il pubblico non gradì, ma Antoni rispose: "Non capite un cavolo: questa è avanguardia".

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Un consiglio. Se non li avete mai ascoltati e volete capite perché oggi il web impazzisce per Freak, ascoltatevi due dei capolavori di quel periodo: MonoTono e Kinotto ad azione dissolvente con il classico Mi piaccion le sbarbine (ASCOLTA qui il brano )oppure l'ultimo grande album datato 1987 con un titolo che è diventato uno slogan: Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti.

Qui sotto, il video di una delle prime esibizioni a Bologna nel 1978

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