Gabriele Antonucci

-

Dopo i fasti della Swingin’ London degli anni Sessanta, la piovosa e grigia Manchester è diventata negli anni Ottanta la capitale della musica inglese, grazie a gruppi del calibro di Joy Division, New Order, Stone Roses e Smiths.

Questi ultimi devono buona parte del loro successo a un frontman/compositore come Morrissey, dotato di straordinario carisma e di un' inconfondibile voce baritonale, che oggi compie 60 anni.

Moz, come lo chiamano i suoi fedeli fan, è uno degli artisti più iconici ed enigmatici degli ultimi trent’anni, non a caso soprannominato «l’Oscar Wilde del rock» per la sua singolare capacità di coniugare poesia decadente con l’immediatezza del rock, ma anche dei più imprevedibili.

C’è grande attesa per il suo nuovo album California Son, in uscita il 24 maggio, che contiene 12 cover di brani degli anni 60 e 70 scelti personalmente da lui e interpretati con la consueta classe.

Il primo singolo pubblicato It's Over, cantato originariamente da Roy Orbison e che potete ascoltare in fondo all'articolo, vede la partecipazione speciale di LP.

Sono numerosi gli ospiti del disco, tra cui Billie John Armstrong, Ed Droost, Ariel Engle, Sameer Gadhia e Lydia Nigh.

Hanno fatto discutere, negli ultimi mesi, le posizioni di Morrissey pro Brexit e la sua spilla a favore della ultradestra inglese, ma forse ci si dimentica che, fin dai tempi in cui, all'inizio degli anni Ottanta, si augurava la morte della regina d’Inghilterra, Morrissey è sempre stato un artista spiazzante e controcorrente, abilissimo nel cavalcare le polemiche.

La malattia superata

Un traguardo da celebrare, quello dei suoi 60 anni, anche perché nel 2014 fa l'ex frontman degli Smiths aveva rivelato al quotidiano spagnolo El Mundo, durante un botta e risposta digitale organizzato dal giornale iberico, di essere stato ricoverato per un tumore e che, per quattro volte, i medici hanno dovuto asportare tessuti neoplasici. "Se devo morire morirò, altrimenti resterò vivo –ha dichiarato allora il cantante- al momento mi sento bene. Mi rendo conto che in alcune interviste recenti non ho un bell’aspetto, ma queste sono le conseguenze della malattia. Non voglio preoccuparmene, mi riposerò quando sarò morto”.

Le battaglie vegane

Chi è stato almeno una volta a un suo concerto, sa che uno dei momenti più intensi dei suoi live è l’esecuzione di Meat Is murder , una canzone che pone inquietanti interrogativi agli appassionati di bistecche e di hamburger, accompagnata da un filmato raccapricciante sulla macellazione degli animali.

Si può essere d’accordo o meno con Morrissey, ma non gli si può negare di portare avanti con coerenza da anni la sua battaglia vegana, tanto che, all’ingresso del suo ultimo concerto romano all’Atlantico Live, spiccavano degli avvisi nei quali si ricordava al pubblico che “è vietato consumare ed introdurre carne o pesce all’interno delle aree del locale”.

Autobiography e Morrissey 25: Live

Nel 2013 la sua autobiografia, intitolata semplicemente "Autobiography", è rimasta saldamente in testa ai libri più venduti in Gran Bretagna.

Nello stesso periodo è uscito Morrissey 25: Live, il primo film autorizzato negli ultimi nove anni dall'artista, ha celebrato i suoi 25 anni di carriera solista.

Il documentario, diretto da James Russell, riprende integralmente il concerto tenuto dall’ex frontman degli Smiths il 2 marzo 2013 presso l'Auditorium della Hollywood High School di Los Angeles.

Il film inizia con le immagini dei fan in attesa, che parlano della loro devozione quasi messianica per il cantante di Manchester e del fascino dell’insolita location del concerto, assai diversa dalla grandeur dello Staples Center Arena dove Morrissey si era esibito la sera prima.

I 1.800 biglietti per il live della scuola sono stati venduti in appena 12 secondi, tanto per dare un’idea dell’attesa che ha preceduto questo evento e, in genere, tutti i suoi concerti.

La cancellazione dei concerti italiani nel 2017

Nel 2017 il cantante ha cancellato sette concerti nel nostro Paese spiegando di non sentirsi “sicuro in Italia, con certi psicopatici a piede libero” dopo essere stato fermato a Roma dalla polizia perché la macchina di suo nipote, Sam Esty Rainer, viaggiava - con Morissey accanto al guidatore - ad alta velocità e contromano nella centralissima via del Corso.

In un post postato su Facebook da suo nipote, Sam Esty Rainer, l’ex cantante degli Smiths ha attaccato frontalmente la polizia per averlo fermato e minacciato: “Quello dell’agente è stato un deliberato atto di terrore e non aveva alcun cartellino identificativo ma guidava una motocicletta del 113 targata G2458. Non avevo infranto la legge né mi ero comportato in maniera sospetta. L’agente ha tolto la sicura alla sua pistola e l’ha tenuta in mano mentre mi gridava in faccia. Alcune persone sono arrivate in mio aiuto. Credo mi avesse riconosciuto e volesse spaventarmi. Non mi sono tirato indietro anche se ho creduto che mi avrebbe sparato. Vi consiglio caldamente di stare attento a questo agente, pericoloso e aggressivo. Potrebbe uccidervi”.

Diametralmente opposta la versione della Questura di Roma, secondo la quale i poliziotti in moto, in stato di massima allerta per il pericolo di attacchi terroristici, hanno fermato immediatamente la macchina per identificare gli occupanti, ma il cantante si sarebbe rifiutato di fornire le sue generalità, sostenendo prima di aver dimenticato i documenti in albergo e poi di non essere costretto a fornirli poiché “conosco la legge e i miei diritti- avrebbe detto Moz al poliziotto- e lei non ha alcun motivo per fermarmi”.

Peccato che in Italia, com’è noto, si è obbligati a identificarsi quando vengono richiesti i documenti dalle forze dell’ordine.

Dopo una ricerca su Google e qualche spiegazione, gli agenti hanno identificato l’illustre cantante, al quale hanno comminato una multa ma, stando alla questura, il poliziotto non avrebbe mai sfoderato la pistola, come invece sosteneva l'ex Smiths.

Secondo Morrissey, invece, l’agente, di cui il nipote ha postato su Facebook la foto (e che per questo rischia una denuncia), l’avrebbe “riconosciuto e per questo volevano spaventarmi. Io non mi sono tirato indietro anche se credevo mi avrebbe sparato. State attenti a questo poliziotto pericoloso. Potrebbe uccidervi".

Il cantante si sarebbe dovuto esibire allo Sferisterio di Macerata il 6 settembre 2017 per un concerto di beneficenza in favore delle vittime del terremoto, come i suoi colleghi Jonny Greenwood e Thom Yorke, e, secondo lui, anche per altre non meglio precisate sei date in Italia.

Un vero peccato perchè mai come oggi, tra pop plastificato, trap monocorde e rock senz'anima, la musica ha bisogno del suo talento cristallino e inquieto.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Cookie Policy Privacy Policy
© 2018 panorama s.r.l (gruppo La Verità Srl) - Via Montenapoleone, 9 20121 Milano (MI) - riproduzione riservata - P.IVA 10518230965