Gabriele Antonucci

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Steven Patrick Morrissey, meglio conosciuto come Morrissey, ha cancellato sette concerti nel nostro Paese spiegando di non sentirsi “sicuro in Italia, con certi psicopatici a piede libero” dopo essere stato fermato a Roma dalla polizia perché la macchina di suo nipote, Sam Esty Rainer, viaggiava - con Morissey accanto al guidatore - ad alta velocità e contromano nella centralissima via del Corso.

In un post postato su Facebook da suo nipote, Sam Esty Rainer, l’ex cantante degli Smiths ha attaccato frontalmente la polizia per averlo fermato e minacciato: “Quello dell’agente è stato un deliberato atto di terrore e non aveva alcun cartellino identificativo ma guidava una motocicletta del 113 targata G2458. Non avevo infranto la legge né mi ero comportato in maniera sospetta. L’agente ha tolto la sicura alla sua pistola e l’ha tenuta in mano mentre mi gridava in faccia. Alcune persone sono arrivate in mio aiuto. Credo mi avesse riconosciuto e volesse spaventarmi. Non mi sono tirato indietro anche se ho creduto che mi avrebbe sparato. Vi consiglio caldamente di stare attento a questo agente, pericoloso e aggressivo. Potrebbe uccidervi”.

Diametralmente opposta la versione della Questura di Roma, secondo la quale i poliziotti in moto, in stato di massima allerta per il pericolo di attacchi terroristici, hanno fermato immediatamente la macchina per identificare gli occupanti, ma il cantante si sarebbe rifiutato di fornire le sue generalità, sostenendo prima di aver dimenticato i documenti in albergo e poi di non essere costretto a fornirli poiché “conosco la legge e i miei diritti- avrebbe detto Moz al poliziotto- e lei non ha alcun motivo per fermarmi”.

Peccato che in Italia, com’è noto, si è obbligati a identificarsi quando vengono richiesti i documenti dalle forze dell’ordine.

Dopo una ricerca su Google e qualche spiegazione, gli agenti hanno identificato l’illustre cantante, al quale hanno comminato una multa ma, stando alla questura, il poliziotto non avrebbe mai sfoderato la pistola, come invece sosteneva l'ex Smiths.

Secondo Morrissey, invece, l’agente, di cui il nipote ha postato su Facebook la foto (e che per questo rischia una denuncia), l’avrebbe “riconosciuto e per questo volevano spaventarmi. Io non mi sono tirato indietro anche se credevo mi avrebbe sparato. State attenti a questo poliziotto pericoloso. Potrebbe uccidervi".

Il cantante si sarebbe dovuto esibire allo Sferisterio di Macerata il 6 settembre per un concerto di beneficenza in favore delle vittime del terremoto, come i suoi colleghi Jonny Greenwood e Thom Yorke, e, secondo lui, anche per altre non meglio precisate sei date in Italia.

Del Belpaese gli resta ora una multa da pagare, ma forse il prezzo più alto è quello che dovrà pagare a se stesso per un carattere imprevedibile e sopra le righe che, negli ultimi tempi, sta pesantemente rallentando la sua prestigiosa carriera.

Ed è un vero peccato perchè mai come oggi, tra pop plastificato e rock senz'anima, la musica ha bisogno del suo talento cristallino e inquieto.

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